Gazzetta di Reggio

Danza 

Un “Pulcinella” contemporaneo e beffardo arriva in Fonderia

Un “Pulcinella” contemporaneo e beffardo arriva in Fonderia

La coreografia firmata da Arianna Benedetti portata in scena dal Balletto di Toscana 

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REGGIO EMILIA. Martedì sera (ore 20.30) alla Fonderia, il Nuovo Balletto di Toscana di Cristina Bozzolini porterà in scena “Pulcinella”. “Pulcinella” di Arianna Benedetti riflette l’anima beffarda e irridente della celebre maschera della Commedia dell’Arte. La danza è ricca guizzante e articolata e, nell’alludere a fatti della vita, sembra principalmente trovare la sua ragione d’essere dall’affrontare brillantemente le sfide lanciate dalla musica effervescente di Stravinskij. La bravura dei danzatori del Nuovo Balletto di Toscana è esaltata da uno sfogo inarrestabile di movimento, fantasioso e spettacolare, energetico ed espressivo. Una rivisitazione contemporanea dell’ambiguo gioco delle parti dell’eterna commedia umana.

Molti i coreografi contemporanei che si sono sperimentati, con approcci diversi, sulla musica e sulla celebre maschera, anche esulando da essa. Perché sono soprattutto le sonorità stravinskijane a dettare l’ordito coreografico. Su quella pulsazione ritmica irrefrenabile e tagliente animata da ritmi danzanti e canto, ha ora immesso il suo forte segno autoriale la coreografa Arianna Benedetti creando (con la drammaturgia di Andrea Di Bari) per il Nuovo Balletto di Toscana diretto da Cristina Bozzolini un’importante versione di Pulcinella. Ed è sulla malleabile fisicità articolare dei giovanissimi interpreti che la coreografa livornese plasma segni e movimenti di chiara ascendenza break, modern, urban inglobata dentro un lessico marcatamente contemporaneo.

La composizione ruota attorno ad una sottile ossatura cubica smontabile, dentro e attorno alla quale si entra, si sosta, si esce, si ritorna, diventando casa, rifugio, gabbia, luogo costrittivo ma anche spazio liberatorio, fino al suo scomporsi. In questa struttura si presenta il gruppo in larghe camicie bianche, mentre una fuoriuscita (Pimpinella?) rompendo il ritmo meccanico dei tanti Pulcinella, articolandosi come una marionetta, raggiunge il protagonista solitario (Roberto Doveri) che avanza dalla semioscurità prendendo vita. —

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