Gazzetta di Reggio

La tradizione 

Intrigoni, frappe o chiacchiere il più classico dei dolci reggiani

Adriano Arati
Intrigoni, frappe o chiacchiere il più classico dei dolci reggiani

Cambia nome a seconda delle zone e dei territori ma la sostanza non cambia È pasta dolce attorcigliata in varie fogge, fritta e spolverata di zucchero a velo 

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Intrigoni, frappe, chiacchiere, conditi con sassolino, vino bianco, grappa, alchermes. Vive della stessa storia e stessa tradizione, ma pure delle mille declinazioni nate dai secoli, dalle usanze e dalla povertà, il più classico dei dolci reggiani del Carnevale. Gli intrigoni, per chi vive in città, che possono diventare frappe in montagna o chiacchere in altre zone del territorio, sono davvero un momento immancabile nelle settimane che portano al martedì grasso, al mercoledì delle ceneri e poi alla Quaresima.

Il carnevale, in terra italiana, rimane una delle fasi ancora più radicata al passato, va celebrata e accolta a dovere, non solo per i bambini – giustamente i principali fruitori – ma per tutte le famiglie e tutte le persone cresciute con le tante reminiscenze carnevalesche.

A partire da quelle a tavola. In Emilia gli intrigoni, i pezzi di pasta dolce attorcigliata in varie fogge, fritte e spolverate di zucchero a velo, sono una presenza costante. Solo nel Reggiano però hanno questo nome, affibbiato per la forma ritorta della pasta, quando nel resto della regione si usa spesso sfrappole o al massimo frappe.

Non esiste festa scolastica, ritrovo pomeridiano o cena in famiglia che fra febbraio e marzo non veda arrivare un vassoio gonfio di zucchero velato, pronto ad essere saccheggiato. E, come per la ricetta di gnocco e cappelletti, esistono infinite varianti, che differiscono per piccoli dettagli.

La certezza è una sola: la “nostra ricetta”, quella del nostro paese o della nostra famiglia, è sicuramente la più buona. Il campanile e l’orgoglio non dormono mai, d’altronde. Ed è inevitabile, in fondo. Tutte le persone cresciute in Emilia hanno ricordi giovanili e non solo dei dolci di carnevale per antonomasia preparati da mamme e nonne, e pure oggi non si scherza.

Per i forni di tutta la provincia d’altra parte, la produzione degli intrigoni – seppur per un solo mese – rappresenta una bella fetta di produzione, necessaria per far fronte alle richieste di chi deve organizzare feste o semplicemente ha voglia di gustarsi un piatto tutto sommato non troppo impegnativo. Almeno sulla carta, e d’altronde siano a Carnevale, nulla è necessariamente quello che sembra. —



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