Lella Costa dà voce alle Lettere del cuore «L’amore fa parte della vita di tutti noi»
L’attrice sarà in scena al Boiardo mercoledì 13 alle 21 Nell’occasione presentazione del nuovo “FestivaLove”
REGGIO EMILIA. Venticinque anni di lettere, passioni, confessioni. Parole, lacrime e sorrisi tratte da una delle rubriche del cuore più seguite e discusse d’Italia, quella tenuta dalla giornalista Natalia Aspesi su Venerdì, l’inserto settimanale di Repubblica. Ora messe in scena da Lella Costa, una delle prime donne del teatro italiano.
La Costa presenterà “Questioni di cuore” mercoledì 13 febbraio a Scandiano, alle 21 al teatro Boiardo, in un’occasione doppiamente speciale. Lo spettacolo diventerà anche il momento di presentazione della quinta edizione di FestivaLove, la manifestazione culturale che dal 2015 raduna a Scandiano grandi nomi dell’arte e della musica, trasformando il centro della cittadina boiardesca in un festival all’aria aperta.
Nel 2019, l’evento è confermato, da venerdì 31 maggio sino a domenica 2 giugno. Non a caso, a presentare la serata del 13 ci sarà Dario Vergassola, direttore artistico di FestivaLove dal debutto, affiancato dal sindaco Alessio Mammi, dal vicesindaco Matteo Nasciuti e dell’assessore alla cultura Alberto Pighini. Insieme, annunceranno gli ospiti principali della rassegna 2019, prima di lasciare spazio alla Costa e alle sue missive, tratte dalla rubrica “Le lettere del cuore di Natalia Aspesi” ora raccolte nel libro “Amore mio ti odio”.
«Quella di Natalia – commenta Lella Costa – è sicuramente una delle rubriche più seguite d’Italia, io stessa quando prendo il Venerdì vado subito a cercarla, senza seguire l’ordine», sorride.
Anche oggi, in piena tempesta digitale, le lettere funzionano?
«Potranno cambiare i modi in cui esprimersi, ma certi sentimenti non potranno cambiare molto. E nelle lettere c’è di tutto, dal tradimento al rivelare le proprie pulsioni sessuali, o gli amori ad età avanzata».
Le lettere appaiono spesso sin troppo perfette, non trova?
«È vero, è un fatto che spicca, ma assolutamente non sono mai state ritoccate. La Aspesi lo ha spiegato diverse volte, sottolineando che le poche volte che ha lasciato fuori una missiva era perché non era scritta abbastanza bene».
Questa qualità letteraria come la spiega?
«In Italia esistono ancora tante persone che sanno esprimersi bene e usare le parole a dovere. Un pubblico che spesso si riconosce in quello che Repubblica ha rappresento e rappresenta».
Forse, nell’immaginario, questo pubblico pensa ai massimi sistemi. Qui si parla sempre di amore. C’è una morale?
«L’amore e i sentimenti fanno parte della vita di tutti noi. La forza della rubrica di Natalia è di mostrare questa varietà e di non giudicare, mai. La Aspesi esprime i suoi pareri, ma non giudica. Funziona tutto perfettamente, è stata una grande idea quella nata trent’anni fa».
Anche perché è spiazzante, no?
«Sì, di poste del cuore ce n’erano e ce ne sono tante, ma mettere una delle firme di punta è stata una trovata brillante, la Aspesi scrive di cinema, di costume, di politica ad altissimo livello».
Colpiscono i racconti di amori “da vergogna”: gli outing, le relazioni avanti negli anni. Da attrice, come affronta questa varietà?
«Non so se la parola giusta è drammaturgia, ma il lavoro di selezione e sistemazione dei testi nello spettacolo è molto efficace, e mi aiuta nel mio cammino. Io leggo oltre venti lettere, ci sono anche delle sorprese, c’è una grande coerenza e per me è facile entrare in questo flusso». —
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