«Al teatro Valli e al Fuori Orario porto due concerti molto diversi»
Malika Ayane sarà ospite sabato della rassegna “Leggera” e domenica a Taneto «Cosa preferisco? Mi piace sempre di più vedere la gente in piedi che balla»
Due facce della stessa fascinosa medaglia vocale. Domani e domenica il territorio reggiano ospiterà due concerti consecutivi di Malika Ayane, due eventi affiancati ma molto lontani tematicamente fra loro. Sabato la cantante, una delle più apprezzate di questo decennio, sarà sul palco del teatro Valli nella nuova tappa della rassegna Leggera promossa da Arci. Domenica invece si passa al circolo Fuori Orario di Taneto, dove la Ayane ha già suonato più volte. I concerti fanno parte del tour di presentazione dell’ultimo disco, Domino, ma non saranno un doppione, anzi: atmosfere, arrangiamenti e musicisti saranno molto diversi. Al Valli sarà affiancata da Daniele Di Gregorio alla marimba, Carlo Gaudiello al piano, Marco Mariniello al basso, Nico Lippolis alla batteria e Jacopo Bertacco alla chitarra, mentre al Fuori Orario ci saranno i soli Bertacco e Nippolis a chitarra e batteria assieme a lei.
«Sono due mondi diversi, due approcci molto diversi ed è bello poterlo fare – ci racconta Malika – sia per le atmosfere diverse che si possono creare sia per i luoghi molto differenti. La bellezza dell’Italia è questa, ci sono luoghi dove fare musica così diversi fra loro, ma vicini», racconta la Ayane.
Allora, due concerti e due Malika Ayane diverse?
«Per molti versi sì, perché cambieremo molte cose fra le due serate, gli arrangiamenti saranno molto diversi».
Atmosfere lontane fra loro. Quale preferisce?
«Man mano che suono, mi rendo conto che mi piace vedere la gente in piedi, che balla, che interagisce. E c’è il piacere di persone che mi dicono “mai avrei pensato di pogare a un concerto della Ayane».
E nei teatri?
«È un’altra atmosfera. Noi abbiamo arrangiamenti molto più variegati, con tante possibilità sonore che cambiano i toni dei brani».
A teatro avete anche la marimba, uno strumento insolito.
«La marimba la suona Daniele Di Gregorio, un grande musicista che da trent’anni suona con Paolo Conte e arrangia i suoi brani, e ci permette davvero di variare».
Il tour è quello dell’ultimo disco, Domino. Il repertorio sarà simile nelle due date?
«Non del tutto. Come ho detto, sono concerti diversi. A teatro suoneremo anche molto di più, nei club il concerto è più diretto, più secco. A teatro suoniamo tutto l’album, nel club quasi tutti, uno non era adatto».
E sentiremo anche i suoi classici?
«Ci sarà una miscela. Ci saranno le canzoni che mi hanno lanciato, e che mi permettono di fare date doppie come queste, e alcuni brani meno noti, che ho fatto scegliere al pubblico?».
Al pubblico?
«Sì, abbiamo chiesto quali potessero i brani meno noti che i fan avevano voglia di risentire, perché magari non facevamo dal vivo da anni».
Funziona, questa idea?
«Sì, perché per tante persone è stata un’occasione per riscoprire vecchie canzoni e pure per scoprire me. Magari c’è chi viene ad accompagnare qualcuno al mio concerto, “costretto” ad esserci. E poi sente canzoni di cui si innamora e inizia ad ascoltare tutto il mio repertorio».
Ormai siete alla fine del tour. Contenta?
«In realtà la voglia di suonare è altissima, dopo un lungo tour come questo abbiamo sviluppato una grande coesione musicale, il piacere di esibirci è altissimo».
Conclusi i concerti, cosa farà? Ha nuovi progetti?
«Mi fermerò per un po’, avrò il tempo di imparare a travasare le piante, approfittando della primavera. E ho voglia di confrontarmi, di ascoltare altre voci: andrò a tanti concerti, ho voglia di ascoltare nuova musica». —
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