La risotteria fa il bis e apre oltr’Enza campanilismi a parte nel segno del gusto
Il locale di casa “Dai C’Andom” diventa “Dai C’Andema” in parmigiano «Un luogo gemello ma non identico»
Se c’è un ingrediente che non dovrebbe mai mancare quando si entra in un ristorante è il sorriso di chi ti accoglie. Anzi, il sor-Riso, come sostengono Alberto Cavazzoni e Greta Bedini, gestori del bar risotteria Dai C’Andom insieme a Tess Tognetti, Giovanni Mercati e Tina Fasano. Ed è davvero un format vincente, tanto che è stato esportato persino oltre il fiume Enza.
L’idea
«Tutto inizia nel 2015 – racconta Greta – quando Alberto e sua moglie Tina, dopo l’esperienza al bar, aprono il Dai C’Andom». I due decidono di puntare fin da subito non solo sulla caffetteria, ma anche su un prodotto che entrambi amano molto: il risotto. È una scommessa, anche perché il riso non è certamente un prodotto tipico della tradizione emiliana, ma una scommessa che funziona: pian piano il Dai C’Andom comincia ad entrare nella quotidianità del paese e diventa un vero e proprio punto di riferimento: al mattino per la colazione, a pranzo nei giorni lavorativi e la sera, dal giovedì alla domenica, per una pausa in orario aperitivo o per cena.
IL BIS
«Dopo tre anni e mezzo – continua Greta – abbiamo deciso di imbarcarci in questa nuova avventura. Per metterci alla prova, ma anche perché non siamo mai stanchi di imparare». Il Dai C’Andom si è sdoppiato: è nato un locale gemello, questa volta in provincia di Parma. «La scelta del nome non è stata facile – racconta Greta – non potevamo certo chiamarlo Dai C’Andom, come il motto della Reggiana! Ci sono venuti in mente vari nomi. Quello che a me piaceva di più era “‘Il RIS di Parma”. Ma alla fine abbiamo scelto “Dai C’Andema”, anche se non è un modo di dire usato di frequente come da noi. Però è perfetto per dare continuità al nostro lavoro, rispettando, allo stesso tempo, le piccole diversità della nuova location.
Fuori porta
Infatti, oltre al nome, il Dai C’Andom porterà oltre confine anche un bel po’ di reggianità: tra i piatti proposti non potrà mancare il famoso erbazzone, preparato proprio dalle mani esperte di Greta. E poi, i piatti di punta: il risotto all’ubriaca con salsiccia e speck leggermente piccante cotto nel Lambrusco, quello al tartufo con fonduta di Parmigiano Reggiano e la bomba di riso con i gamberi al curry. Il Dai C’Andema sarà incentrato sulla risotteria, e proporrà, come il Dai C’Andom, un menù che cambia ogni mese in base alla stagionalità delle materie prime. Con la stessa attenzione per la qualità, una ricca carta dei vini ma soprattutto lo stesso sorriso e la stessa familiarità nell’accogliere i clienti. Insomma, quella del Dai C’Andom e del Dai C’Andema è una storia piena di tanta voglia di fare e positività. Una storia di fratellanza tra due province storicamente contrapposte. Senza mai dimenticare, comunque, un pizzico del caro vecchio campanilismo. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
