Luoghi da scoprire grazie alla musica
Da stasera a domenica tre quartetti d’archi si esibiranno alla Corte Ospitale, al Castello di Arceto e al Palazzo delle Bonifiche
Scoprire antichi palazzi ed assaporarli attraverso la musica. Questo è anche il compito dell’iniziativa, alquanto meritoria, “Musica da camera con vista”, a cura di Giovanni Bietti, promossa dall’Associazione “Amici del Quartetto Guido A. Borciani” in collaborazione con Tempo di Musica e Oficina Ocm (Orchestra a Camera di Mantova). L’altra finalità è divulgare e promuovere il quartetto d’archi e i giovani interpreti.
La scelta
Scegliere i luoghi antichi significa anche ricondurne l’esecuzione nei luoghi di origine di quella musica: salotti e saloni, spazi ancor oggi esistenti, spesso passati ad altre destinazioni. Questa seconda edizione presenta anche una novità sul piano della formazione per i giovani interpreti e, al tempo stesso, di promozione del pubblico. Il progetto dal tema “Il linguaggio del Quartetto classico, Haydn, Mozart, Beethoven: analisi e interpretazione” si rivolge ai quartetti italiani e stranieri che vogliano approfondire il linguaggio musicale del cosiddetto “periodo classico” e al tempo stesso offre l’occasione di diffondere presso il pubblico una conoscenza più approfondita di tale repertorio. Durante l’esibizione dei quartetti, infatti, si potrà godere di una “lezione” del tutto particolare e accattivante di Giovanni Bietti.
IL CARTELLONE
Proprio stasera, domani (ore 21) e domenica (ore 18) avranno luogo i primi tre eventi (gli altri il 2 e 3 marzo). Si inizia alla Corte Ospitale di Rubiera con la lezione/concerto di Giovanni Bietti e il Quartetto Echos alle prese con il Quartetto n.19 K. 465 “delle dissonanze” di Mozart e il Quartetto op.18 n.6 di Beethoven; domani al Castello di Arceto ci sarà il Quartetto Bresler con il Quartetto op.76 n. di Haydn, il Quartetto n. 15 K.421 di Mozart e domenica al Palazzo delle Bonifiche il Quartetto Noûs con il Quartetto op.77 n.1 di Haydn e il Quartetto op.127 di Beethoven.
Gli spazi
Particolarità di quest’ultimo appuntamento sta nel fatto che si tiene in uno spazio poco conosciuto qual è il Palazzo delle Bonifiche (Corso Garibaldi 42) e, prima della musica, sarà possibile partecipare alla visita guidata che verrà condotta da Domenico Turazza, direttore generale del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale. «Il Palazzo ha origini antiche: è sorto dall’aggregazione di un gruppo di “case a corte” vale a dire case a schiera con un cortile interno; e la prima testimonianza di questo complesso di fabbricati si deve alla mappa della città di Reggio Emilia (che allora si chiamava Reggio di Lombardia) di Prospero Camuncoli del 1591 – ci dice Domenico Turazza – basandosi sullo studio degli architetti Maria Cristina Costa e Francesco Lenzini intitolato “Dimore storiche dell’acqua”. Nel secolo XVII la costruzione del Tempio della Ghiara ha portato alla valorizzazione dell’isolato e conseguentemente sul complesso di case a corte venne realizzata la “Casa del Portico” che fu residenza nei secoli di alcune importanti famiglie nobili reggiane tra cui i Franchi, i Capiluppi e i Tagliaferri».
Poi le vicende del palazzo dagli inizi del secolo scorso si confonde con quelle della bonifica reggiana: in questo senso contiene testimonianze passate e attuali della sua continua attività con cui l’uomo adatta il territorio alle esigenze antropiche, garantendo un equilibrato rapporto tra terra e acqua.
I tesori
«Oggi – prosegue Turrazza – vi sono custodite importanti testimonianze dei suoi principali protagonisti: il Duca Cornelio Bentivoglio, a cui si deve la realizzazione nel 1576 della Botte Bentivoglio a Gualtieri, manufatto idraulico grazie al quale il Cavo Parmigiana Moglia sottopassa il Crostolo andando a scolare nel Secchia al Bondanello di Mogli, e Natale Prampolini artefice nella prima metà del XXX secolo della Bonificazione Parmigiana Moglia e di tante altre bonifiche in Italia tra cui quella dell’Agro Pontino. Ma la particolarità davvero significativa, è che nel Palazzo sono custoditi alcuni dipinti di Marcello Nizzoli, nativo di Boretto, maestro del design industriale e autore della macchina da scrivere “Olivetti Lettera 22”, esposta al Moma di New York. I dipinti risalgono agli anni 20’ dello scorso secolo e rappresentano l’attività di bonifica in divenire esaltando, in chiave futuristica, la trasformazione del territorio da paludoso a produttivo. Questa la sintesi di quanto dirò ai visitatori che avranno modo di vedere lo scalone d’ingresso, il Salone dedicato alla memoria di Natale Prampolini (dove tra l’altro si terrà il concerto) la Sala Biblioteca che si affaccia sul Corso Garibaldi, l’ufficio del Presidente e l’ufficio d’angolo tra Corso Garibaldi e Via dei Servi, da dove si gode di uno scorcio piuttosto suggestivo sulla Ghiara». —
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