Gazzetta di Reggio

Correggio 

La voce del violino attraversa l’Ottocento da Shubert a Brahms

La voce del violino attraversa l’Ottocento da Shubert a Brahms

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CORREGGIO. Questa sera (ore 21) al teatro Asioli il violinista Matteo Cimatti e il pianista Marco Gaggini eseguiranno un programma in cui la voce del violino attraversa tutto l’Ottocento grazie alle musiche di Franz Schubert, Johannes Brahms, Pyotr Ilich Tchaikovsky e Edward Grieg.

La Sonata per violino in La maggiore, scritta da Schubert all'età di vent'anni nell'agosto del 1817, crea un ponte tra la tradizione viennese di Mozart e Beethoven e la nuova corrente romantica: i quattro movimenti della sonata si dipanano in un delicato equilibrio di virtuosismo e tenerezza melodica, tra esuberanza del gesto musicale e intimismo dell'espressione. La Sonata per violino in re minore di Brahms, datata tra il 1887 e il 1888, è uno di quei brani che ha rinnovato il genere della musica da camera; spicca non solo per il carattere esuberante e virtuosistico anche della parte pianistica, ma anche per la straordinaria costruzione dell'elaborazione tematica e melodica che ricorre durante i quattro movimenti.

Pyotr Ilich Tchaikovsky scrisse nel 1878 la Méditation originariamente come parte centrale del suo grande Concerto per violino, ma cambiò presto idea per inserirla come movimento iniziale del suo Souvenir d’un lieu cher. A differenza degli altri brani della serata, questa composizione presenta una struttura non rigidamente fissata: un dolente dialogo tra la voce del violino e il solenne accompagnamento del pianoforte, in cui il compositore alterna episodi più cupi a improvvise schiarite armoniche, in modo tale da creare un’atmosfera quasi onirica.

Edvard Grieg, norvegese di nascita ma tedesco per formazione, ha lasciato alcune gemme cameristiche, tra cui la Sonata per violino in do minore scritta tra il 1886 e il 1887. In essa ritroviamo tutti i caratteri tipici non solo della sua scrittura, ma anche della tradizione strumentale europea: grande senso del tragico, contrasti armonici e ritmici drammatici, pulsione passionale, melanconia degli squarci lirici, un insieme di contrasti che prende vita grazie alla grande intensità espressiva.

Il violinista Matteo Cimatti, nonostante, 18 anni, ha già vinto numerosi concorsi internazionali e suonato in Italia ed Europa prestigiosi ensemble e direttori. Suona un violino settecentesco, copia Guadagnini, gentilmente concesso in uso dall’Associazione Piero Farulli. Marco Gaggini (1984, pianista, clavicembalista e musicologo) suona abitualmente con diversi progetti e formazioni nelle maggiori sale da concerto internazionali. —

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