Gazzetta di Reggio

il personaggio 

Una vita da randagio per rincorrere l’arte e gli ideali patriottici

L.V.

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REGGIO EMILIA. La giornata odierna coincide con il bicentenario della nascita di Antonio Fontanesi, celebre pittore reggiano cui sarà dedicata una mostra speciale nei Musei Civici della città. La ricorrenza è stata onorata ieri con la presentazione ufficiale di una retrospettiva che avrà luogo dal 6 aprile al 14 luglio e che si propone di esaltare le sue doti di “artista randagio”, anima inquieta nell’arte e nella vita.

A Reggio Emilia (dove è nato nel 1818), Fontanesi trascorse l’infanzia e la giovinezza prima di rifugiarsi in Svizzera, all’età di trent’anni, spinto da una urgenza di partecipazione patriottica. Si stabilì a Ginevra, città che ha segnato una tappa importante della sua vita, ma continuò continuamente a spostarsi per dipingere i paesaggi del delfinato e compiere una serie di viaggi che si rivelarono esperienze fondamentali per la sua arte. Fu, ad esempio, a Parigi nel 1855 e nel 1861, quindi a Londra nel 1865. Rientrò in Italia nel 1866 per trascorrere un breve soggiorno a Firenze dimostrando il desiderio e la volontà di tornare in patria insieme alla ricerca di un insegnamento accademico capace di offrirgli una certa stabilità economica. Dopo una esperienza a Lucca, nel 1869 ottenne finalmente l’agognata cattedra di paesaggio nell’Accademia Albertina di Torino. Ma nemmeno allora trovò pace e la sua inquietudine di uomo e artista lo indusse a raggiungere il Giappone dove andò ad insegnare alla scuola d’arte di Tokyo dal 1876 al 1878. Alla fine del suo interminabile cammino ecco infine il rientro in Italia per andare a Torino dove trascorse gli ultimi anni di vita, fra incomprensioni e difficoltà, fino alla morte nel 1882. —

L.V.

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