Gazzetta di Reggio

In fonderia 

Danza urbana made in Italy tra hip hop house e jazz rock

Giulia Bassi
Danza urbana made in Italy tra hip hop house e jazz rock

Dacru Dance Company in scena con uno spettacolo ambientato in una cucina 

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REGGIO EMILIA. Tra danzatori specializzati nella danza urbana, i Dacru Dance Company, si distinguono per essere interpreti dotati di immediatezza comunicativa, dalla tecnica pulita ed estremamente virtuosa. Anzi hanno il talento di trasformare la danza urbana in un vero e proprio racconto teatrale. Con “theKITCHENtheory” giovedì sera, 28 febbraio 2019, (ore 21) saranno in Fonderia.
 
IL PROGETTO
 
Il progetto DaCru inizia nel 1996, con la joint venture artistica tra Marisa Ragazzo e Omid Ighani, i coreografi più rappresentativi nel panorama della danza urbana italiana. Durante il suo tour nel 1998 e nel 1999, è stata la prima compagnia italiana a esibirsi sui palcoscenici delle capitali europee. È qui che la sperimentazione di mescolare la danza urbana e il teatro, pensato come spazio fisico, che all'epoca era totalmente sconosciuto alla cultura di strada, in realtà prende la sua origine. In questa terra marginale, i due coreografi danno vita a un nuovo percorso per il teatro hip hop, estendendosi a qualsiasi tipo di contaminazione, mescolando la tecnica dell'hip hop con house dance, danza contemporanea, jazz rock. Lo spettacolo è ambientato in una cucina. Il primo luogo da raggiungere al mattino e l’ultimo da visitare prima di andare a dormire.
 
LA SCENOGRAFIA
 
Una zona di transito vivace o solitaria ma sempre e comunque piena di odori, ricordi, sensazioni. Dura tutta la vita questa relazione densa e profumata fatta di rumori fluidi e familiari, di spazi imparati a memoria e su ogni cosa, potenti come sovrane, regnano le parole. La cucina è l’area prescelta per affondare i denti e i sensi in preziosi nutrimenti ma soprattutto è lo spazio dove si parla. E le parole sono ognuna diversa dall’altra. Numerose come chicchi di riso, necessarie tutte per dire in mille modi la stessa cosa e troppo poche per riuscirci. Oltre a una tecnica provetta, lo spettacolo esige una forza interpretativa, umana, comunicativa ed emozionante. —
 

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