Gazzetta di Reggio

Rivalta sogna la Delizia A confronto piani e idee sulla Reggia che non c’è

alberto cadoppi* ; * storico e presidente del Rotary Club Reggio Emilia Val di Secchia
Rivalta sogna la Delizia A confronto piani e idee sulla Reggia che non c’è

Due incontri del Rotary aperti alla cittadinanza sulle prospettive della Reggia estense Come fare rivivere un luogo che la storia e gli uomimi hanno praticamente cancellato 

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storia

Giovedì prossimo e il 7 marzo il Rotary club Reggio Emilia - Val di Secchia propone due dibattiti aperti a tutta la cittadinanza e dedicati al futuro di quel che resta della Reggia di Rivalta: il palazzo e il parco. Gli appuntamenti inizieranno alle 18.30 e saranno ospitati nella Sala del Capitano dell’Hotel Posta.



alberto cadoppi*

Finalmente, dopo oltre 200 anni di oblio, la Reggia di Rivalta ritorna alla ribalta, e forse, anche allo splendore. La Reggia fu costruita a partire dal 1724 da Francesco Maria d’Este, destinato a diventare il duca Francesco III.

Il giovane principe estense aveva sposato la figlia del reggente di Francia, Carlotta Aglae d’Orleans, ragazza fin troppo vivace, abituata ai divertimenti di Versailles. I due sposi litigarono ben presto col padre di Francesco, il severo duca Rinaldo, che spedì la coppia in esilio a Reggio.

Nella nostra città, i due soggiornarono per anni, a partire dalla fine del 1721.

I principi avevano naturalmente bisogno di dimore di villeggiatura. Mentre Carlotta ottenne la villa di Rivaltella, e la restaurò rapidamente, Francesco ebbe in uso dal cugino Foresto il palazzo di Rivalta.

LA TORRE

Si trattava di un palazzo di antiche origini, sviluppatosi attorno a una torre eretta a inizio Quattrocento da Simone Canossa. Gli Alpi, nel Cinquecento, ne avevano realizzato una splendida villa tutta affrescata.

E il principe Borso d’Este l’aveva acquistata a metà Seicento, restaurandola e ricavandone una residenza davvero principesca. Anche il parco si era ampliato e abbellito attraverso i secoli.

Ma l’idea di Francesco Maria fu ancor più grandiosa. Egli, con l’ausilio tecnico dell’architetto reggiano Gian Maria Ferraroni, ristrutturò, ampliandola, la parte centrale del palazzo di Foresto, e vi aggiunse due ali laterali, a formare un imponente edificio ad U.

Il parco, esteso fino a circa 100 biolche di terra, fu completamente riformato, anche sul modello della vicina Colorno, e divenne un magnifico giardino all’italiana caratterizzato da parterres, alte spalliere, spettacolari fontane, e ornato da centinaia di statue. Il palazzo era tutto affrescato internamente. Una splendida galleria, caratterizzata da ampie vetrate, si apriva ad est verso una enorme terrazza balaustrata, affacciata a sua volta, dall’alto, sui meravigliosi giardini.

Questa delizia fu completata in poco più di dieci anni, e ad essa venne aggiunto successivamente, più a sud, un delizioso casino di caccia costruito su di un’isola all’interno di un lago appositamente realizzato (oggi noto come “villa d’Este”).

SOLO CINQUANT’ANNI

La Reggia di Rivalta ebbe oltre mezzo secolo di splendore, con memorabili feste e banchetti a cui parteciparono nobili e sovrani dall’Italia e dall’estero. Purtroppo, all’arrivo delle truppe francesi, a fine 1796, la delizia fu confiscata agli estensi, spogliata in pochi giorni di ogni arredo, e svenduta a un mercante d’armi. Fu offerta in vendita al Comune di Reggio, ma il Comune rifiutò. Questo “gran rifiuto” fu determinante per la successiva distruzione della Reggia, avvenuta nei primi anni dell’Ottocento.

Dell’antico, meraviglioso palazzo, non rimase che l’ala sud, che originariamente ospitava i servitori dei duchi. La parte centrale del palazzo, la più bella, fu completamente rasa al suolo. Dell’ala nord, rimase in piedi una chiesa, e poco più che i due torrioni angolari (peraltro capitozzati).

Del parco, restò solo un gran pratone circondato dalle originarie mura. Ancor oggi, quanto descritto è ciò che residua della delizia estense.

IL DESTINO

Il destino dell’antica Reggia sembrava segnato. Ma la storia a volte riserva delle sorprese. Il Comune di Reggio, attorno al 2005, ricomprò il palazzo a sud, e tutto il prato recintato.

L’ala a nord con edifici rurali annessi fu comprata dalla Tecton. Il Comune mise in sicurezza il tetto, ma per molti anni non procedette oltre nel restauro. L’associazione di volontari “Insieme per Rivalta”, peraltro, in questo decennio ha rivitalizzato la Reggia con numerose iniziative, e ha recuperato il cosiddetto “giardino segreto”, a sud dell’ala residua. E, un paio di anni fa, la svolta. Attraverso il progetto ministeriale “Ducato Estense”, di cui hanno beneficiato Ferrara, Modena e Reggio, il nostro Comune è riuscito a recuperare circa 15 milioni di euro, che ha destinato in parte alla cosiddetta “passeggiata estense”, da piazza Gioberti a tutto viale Umberto I (con i noti rifacimenti di alcune piazze cittadine e del viale); in parte al Mauriziano (oggetto di un parziale recupero); e in buona parte alla Reggia di Rivalta. In questo caso, si sono attuati due diversi appalti. Il primo, relativo al palazzo, è stato vinto dagli architetti Bertani, Vezzali e Bisi-Merkus, che hanno realizzato un progetto di recupero dell’edificio a sud, ormai completato. Il secondo, relativo al parco, è stato vinto da una ditta olandese, la Openfabric, e da altri studi associati.

IL RECUPERO

Il progetto del recupero del parco è stato presentato lo scorso autunno, ed è stato oggetto di vivaci discussioni, e anche di critiche, sia da parte dei volontari di “Insieme per Rivalta” che da parte di altri.

Il Rotary Club Reggio Emilia Val di Secchia intende contribuire al dibattito cittadino su queste importanti prospettive di recupero della Reggia e del suo parco. Si tratta di un’opportunità storica per la città.

Lo stesso Comune, con queste iniziative, potrebbe almeno in parte riscattare il “gran rifiuto” opposto all’acquisto della Reggia oltre 200 anni fa. Al fine di rendere edotta la collettività di quanto si sta realizzando a Rivalta, e di discutere con i progettisti e con il sindaco, costruttivamente, sui progetti in atto, il Rotary ha organizzato due incontri aperti al pubblico (entrambi all’Hotel Posta, Sala del Capitano).

RISPETTO DELLA STORIA

La questione del restauro della delizia estense è di grande rilevanza per Reggio. I recuperi della reggia e del parco potrebbero essere pensati in mille modi diversi, proprio per il fatto che molte parti della reggia e il parco stesso sono oggi “mancanti”. La “Reggia che non c’è” si presta a voli pindarici della fantasia, a soluzioni innovative, all’impiego delle tecnologie più moderne.

Né si è obbligati a riproporre palazzo e parco com’erano e dov’erano. Una cosa è il “rispetto della storia”, che non si può trascurare, ma un’altra è il realizzare progetti gestibili e conformi agli obiettivi. Sono proprio gli obiettivi che andrebbero individuati con qualche chiarezza, prima di definire i contenuti dei progetti. E gli obiettivi, a loro volta, devono fare i conti con le risorse finanziarie disponibili. Venaria Reale è diventata quella che è anche perché si sono spesi molti soldi, che verosimilmente non sono nelle casse del nostro Comune oggi.

Ma una cosa deve essere chiara: non si può giocare al ribasso. Bisogna puntare in alto, e considerare Rivalta una importante risorsa turistico-culturale per il futuro. Né si può dimenticare che molti degli edifici della ex-reggia, quelli a nord, sono oggi in mani private, e alcune parti di quegli stabili – primo fra tutti ciò che resta del torrione a nord-ovest – stanno evidentemente andando in rovina.

Anche questo “lato oscuro” della Reggia andrà dunque tenuto presente in un progetto complessivo di recupero. Per tutti questi motivi, i progetti che verranno presentati e discussi nei due incontri dovrebbero interessare tutti coloro che hanno a cuore la nostra città. —





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