Gazzetta di Reggio

 

Le opere grafiche degli Offlaga Disco Pax esposte sui Navigli tra letture e concerti

Adriano Arati
Le opere grafiche degli Offlaga Disco Pax esposte sui Navigli tra letture e concerti

In mostra alla Santeria Social Club i lavori realizzati dal 2003 al 2013 da Enrico Fontanelli, scomparso a 37 anni

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REGGIO EMILIA. Socialismo tascabile emiliano sui Navigli. Approda a Milano la mostra dedicata al catalogo delle opere grafiche della band reggiana Offlaga Disco Pax realizzate tra il 2003 e il 2013 da Enrico Fontanelli, uno dei tre componenti della band, scomparso nel 2014 a soli 37 anni. Fontanelli era il curatore di tutto l’apparato grafico della formazione e il suo lavoro è stato raccolto in un volume curato da Bonanni Del Rio Catalog.

L’ESPOSIZIONE

E ora l’esposizione che sarà visitabile sino a domenica 3 marzo alla Santeria Social Club, in viale Toscana 31. Sarà aperta dalle 18 alle 24 di mercoledì 27 febbraio, giovedì 28 febbraio e venerdì 1° marzo; dalle 16 alle 23 di sabato 2 e domenica 3 marzo, a ingresso libero.

L’accesso gratuito è valido per la mostra e non per i concerti nel teatro di Santeria Social Club. Si inizia il 27 sera con Daniele Carretti e Max Collini, gli altri due componenti degli Offaga Disco Pax, alle 19 in dialogo con la giornalista e scrittrice Giulia Cavaliere e il critico musicale Federico Sardo. Insieme approfondiranno i contenuti del Catalogo “Offlaga Disco Pax #1 - #163” e delle opere in esposizione. A seguire, il concerto degli “I hate my village”.

Nei giorni seguenti si proseguirà con un calendario intenso, ogni sera ci saranno letture, dj-set, mini concerti e approfondimenti sull’epopea della formazione e del suo sardonico e toccante ritratto della contemporaneità, colorato con le volutamente nostalgiche lenti del comunismo alla reggiana.

LE TAVOLE

Il lavoro è formato da circa centotrenta tavole, fornite dalla band e dalla famiglia di Fontanelli; si tratta in pratica di tutti i prodotti realizzati per l’attività degli Offlaga, dalle copertine dei dischi alle locandine e agli adesivi, tutti numerati progressivamente in ordine cronologico, seguendo l’esempio della leggendaria Factory di Manchester, l’etichetta e non solo a cui facevano capo i Joy Division e poi i New Order.

Si trova di tutto: manifesti per le date dal vivo, materiale di propaganda, cartoline promozionali, libretti con i testi del gruppo fotocopiati a mano e diffusi ai concerti, flyer, inviti, pubblicità, copertine dei supporti ufficiali, ma anche alcuni eventi e oggetti simbolici della vita del gruppo, come ad esempio il furgone utilizzato per le trasferte (#85) oppure la piccola cassaforte giocattolo in cui custodivano gli incassi della vendita diretta dei dischi e del merchandising durante i tour (#69).

È un materiale, soprattutto nel periodo che va dal 2003 al 2006, poco conosciuto, diffuso in modica quantità e sostanzialmente inedito per chi si fosse trovato al di fuori del limitatissimo seguito iniziale del trio. L'idea era di rendere sempre ogni cosa riproducibile, fotocopiabile, stampabile.

IL CATALOGO

Il catalogo, la cui realizzazione è stata curata da Andrea Scarfone (Skarfo), è arricchito dall'apparato critico di Vittore Baroni, da un intervento di Max Collini e da una articolata analisi della giornalista e scrittrice Giulia Cavaliere dedicata alla discografia degli Odp e al loro ruolo nella scena indie italiana. Tutte le tavole sono contestualizzate, con l'inserimento di didascalie in cui riaffiorano ricordi, aneddoti, episodi, curiosità. —




 

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