Gazzetta di Reggio

la recensione 

In viaggio con Macauda nell’andirivieni della storia dell’arte

Tullio Masoni
In viaggio con Macauda nell’andirivieni della storia dell’arte

2 MINUTI DI LETTURA







Luca Macauda, il pittore che espone in questo periodo alla VV8artecontemporanea di via dell’Aquila, di fronte alla sinagoga, è originario di Modica, il centro ragusano dove è nato Salvatore Quasimodo.

Dal poeta, infatti, ha preso un bellissimo verso per intitolare la mostra: “Non altro luogo ha voce così lenta”. Dieci le opere esposte, alcune di media dimensione, altre piccole: finestrini aperti sulla parete, queste ultime, nicchie “a sporgere” con colori forti sul bianco.

L’artista traduce in astrazione esperienze naturalistiche e archeologiche delle quali, per il visitatore, restano tracce così labili e remote da scomparire. Ciò che gli giunge è una sintesi cromatica nobilitata dalla materia; Macauda, infatti, adopera il pastello mischiato con l’acrilico e crea superfici talmente delicate da richiedere protezioni speciali. Si è istintivamente portati a pensare ai “mandala”, a quelle polveri così facili da disperdere, anche se di altro si tratta.

Superfici elaborate in senso verticale, o per vivaci segni di gesto, o ancora – come nei quadri di piccola dimensione – operando sulla carta abrasiva: il colore è assorto uniformemente fin quasi alla monocromia poi torna, cioè “risorge” attraverso certa disciplina astratta. Che è dell’artista, quando stabilisce essenziali contrasti geometrici, e al tempo stesso parrebbe guardare a esperienze passate ma tutt’ora vivissime.

Alludo alle ricerche compiute intorno agli anni sessanta da autori come Carla Accardi, Tancredi, Scialoja, Boille... che qualcuno ebbe a definire: «Un superamento della precedente arte informale considerata (a torto o a ragione) un’arte di espressione o di rappresentazione». Per poi aggiungere: «Recupero della bidimensionalità della superficie pittorica contro ogni tentazione ritornante di profondità sia spaziale che metaforica... una situazione di ricerca che punta sulla continuità con le esperienze artistiche non figurative della tradizione moderna ma con un più marcato interesse per la strutturazione della superficie mediante elementi linguistici che tendono alla ripetizione e alla disseminazione». Con credibile attualità, Macauda testimonia “l’andirivieni” che, per fortuna, lascia emergere una persistente legittimità orientativa della storia dell’arte, cioè il meglio – o se si preferisce, l’utile – del passato. Sia esso più recente o molto lontano.

La mostra è visitabile fino a sabato 9 marzo. Per informazioni: 0522-432103 oppure www.vv8artecontemporanea.it. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google