William Tode a Palazzo de Moll con la “Crocifissione” conclusa
Oggi a Palazzo de Moll-Pavarini di Reggiolo si terrà il vernissage del maestro d’arte William Tode, artista rinascimentale del ventesimo secolo. William Tode è uno dei grandi protagonisti dell’arte contemporanea: nato nel 1938, sin da piccolo ha dimostrato spiccate doti artistiche: «Mi sono formato nei musei – racconta l’artista – guardando le opere di Leonardo e Michelangelo». A quattordici anni ha frequentato le Belle Arti di Modena sotto la guida di Luigi Spazzapan, uno dei maggiori protagonisti dell’espressionismo astratto italiano. Durante la gioventù, a Parigi, ha scoperto la pittura francese e gli impressionisti, soprattutto Cézanne, Gauguin e Van Gogh.
Tode si è diplomato con una tesi di storia dell’arte su Michelangelo, che insieme a Piero della Francesca, Masaccio e Luca Signorelli sarà sempre una delle sue principali fonti di formazione e ispirazione. Artista poliedrico e in continua evoluzione, i suoi interessi vanno dalle arti figurative alla letteratura, alla ceramica, all’archeologia. Nel corso della sua carriera infatti si è dedicato anche al cinema, lavorando con registi come Roger Vadim, Vittorio De Sica e Luchino Visconti. Poi ancora al teatro, non solo come attore ma anche come scenografo e costumista, e alla musica classica: grazie a insegnanti d’eccellenza come Felice Lattuada e Olivier Messiaen, Tode ha portato avanti gli studi musicali e ha composto svariate opere per organo, pianoforte, violino e chitarra.
Per quasi un trentennio è stato uno degli artisti più significativi del neorealismo italiano, soprattutto per quanto riguarda l’affresco, essendo considerato un erede della lezione dei Tiepolo. A partire dagli anni ottanta inizia per lui un nuovo periodo, in cui comincia ad esplorare il cubofuturismo, dedicandosi allo stesso tempo a ricercare le analogie tra musica e colore.
La mostra a Palazzo de Moll Pavarini raccoglie un centinaio di opere prodotte durante tutto l’arco della sua carriera, dal 1978 al 2018: dal periodo francese, al cubismo e cubofuturismo, fino ad oggi. Con una protagonista d’eccezione: la “Crocifissione di San Salvi”, esposta in prima assoluta. Si tratta di un’opera iniziata a Firenze, nel 1967, nella chiesa romanica di San Michele a San Salvi: una tela di quaranta metri quadri rimasta però incompiuta. Fino all’anno scorso, quando l’artista riceve una richiesta precisa: «Alla telefonata del mio carissimo e fraterno amico, il cardinale Gualtiero Bassetti, risposi che ero favorevole a terminare dopo cinquant’anni la nostra crocifissione». L’opera viene così trasportata nel suo atelier di Gonzaga, dove Tode la porta a compimento nel giro di sei mesi, da aprile a ottobre. E ora è finalmente visibile al pubblico.
Oggi alle 17 ci sarà la presentazione critica del professor Sandro Costanzi. Domani alle 18 è in programma il concerto della pianista Marie Angele Thomas. La mostra sarà visitabile fino a maggio. Info: 335-355136. —
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