Gazzetta di Reggio

il paese ospite 

Tradizione e contemporaneità il Giappone in scena ai Chiostri

Tradizione e contemporaneità il Giappone in scena ai Chiostri

Giovani artisti emergenti e fotografi europei che hanno rapporti con il Paese d’Oriente espongono nella sede riaperta dopo la ristrutturazione

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bologna. Il Giappone, come simbolo del legame tra tradizione e innovazione, del rapporto tra uomini e spiritualità ma anche delle relazioni tra essere umani e tecnologia. Per questo il Paese d’Oriente più vicino all’Occidente è stato scelto come ospite d’onore della quattordicesima edizione di Fotografia europea. E alle mostre di giovani artisti nipponici e di fotografi europei che hanno rapporti particolari con quel Paese è stato dedicato il luogo-fulcro del festival: i Chiostri di San Pietro riaperti, quest’anno, dopo i lavori di ristrutturazione. Molteplici le mostre che saranno allestite negli spazi di via Emilia San Pietro.

Le nuove tendenze saranno rappresentate dagli allestimenti di tre tra gli artisti più significativi della contemporaneità: Kenta Cobayashi (mostra curata da Francesco Zanot), Motoyuki Daifu che presenterà “Holy onion”, 20 immagini ironiche sulla madre che taglia le cipolle e Ryuichi Ishikawa, che ritrae persone borderline di Okinawa, con storie sul sesso, il benessere, la società.

Particolare la mostra firmata dalla cinese Pixy Liao, rivelazione dell’ultima stagione della fotografia mondiale. L’artista, fidanzata con un ragazzo giapponese di cinque anni più giovane di lei, mette in scena la loro relazione. “Experimental Relationship (2007 to now)”, il titolo del lavoro, viene presentato per la prima volta in Italia.

Nutrita la pattuglia di artisti europei che presentano progetti che hanno il Giappone come protagonista. Justine Ermad, francese, con la serie “La notte dei tempi” – installazioni video e fotografie – presenta il rapporto, muto, tra un ballerino e un robot. Pierfrancesco Celada con “I wish i knew yuor name” (mostra a cura di Renata Ferri) si concentra sulla megalopoli Tokyo-Nagoya-Osaka mentre Vittorio Mortarotti con “The firs day of good weather” cerca le tracce del fratello morto, per arrivare fino in Giappone. —

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