Il “fatto a mano” in un negozio on line made in Reggio
Valeria Guttilla e Mariachiara Zanichelli, classe ’91 «ArtisanVibe vuole raccogliere in rete i giovani artigiani»
Un negozio online per valorizzare la moda artigianale, il “fatto a mano”. Un negozio online per unire le eccellenze italiane. Un negozio online nato dall’idea di due giovani reggiane. Si chiama “ArtisanVibe” e le sue fondatrici sono Valeria Guttilla e Mariachiara Zanichelli, classe ’91, entrambe di Reggio Emilia, provenienti da percorsi di studi in ambiti molto diversi ma accomunate dalla voglia di proporre qualcosa di nuovo che ancora non esisteva sul mercato.
Valeria ha alle spalle una laurea in Economia e un master in Turismo sostenibile, mentre Mariachiara è una biologa. Con loro collaborano due soci minoritari sempre di Reggio, Luca Pelati e Alessandro Bonori, rispettivamente web developer e fotografo professionista.
Com’è nato ArtisanVibe?
«L’idea è partita da me – spiega Valeria – Mi è venuta durante un viaggio in Spagna, trovandomi di fronte ad alcuni negozi artigianali chiusi in cui non avrei più avuto occasione di tornare. Data la mia passione per gioielli e accessori fatti a mano, ho pensato a quanto sarebbe stato bello poterli trovare online e riceverli comodamente a casa. Ma purtroppo piccole realtà spesso non riescono ad affermare la propria presenza su Internet. Per questo ho deciso di non rimanere con le mani in mano. Da lì è partito tutto. Prima si è unita Mariachiara e, strada facendo, hanno iniziato a collaborare anche Luca ed Alessandro».
E la ricerca è stata importante.
«L’idea alla base di ArtisanVibe – raccontano Valeria e Maria Chiara – è quella di portare online realtà artigianali medio-piccole che spesso fanno fatica a conciliare l’impegno richiesto dalla produzione e l’aspetto di marketing e promozione. L’unicità del progetto sta nel proporre articoli originali e fuori dagli schemi e nel raccogliere più brand artigianali in un unico negozio virtuale, ampliando la visibilità di ogni singolo produttore».
Quindi l’online, in questo caso, aiuta anche i negozi e le piccole realtà?
«Sì perché è possibile entrare nei laboratori di artisti fisicamente molto lontani tra di loro, e grazie agli strumenti della rete questi possono raggiungere un pubblico molto più ampio di quello che avrebbero offline. Attraverso video, foto e articoli sul blog, raccontiamo i prodotti e la storia degli artigiani. Ciò permette di ritrovare l’atmosfera famigliare e interattiva di un negozio fisico anche online».
L’unicità del prodotto, al tempo delle catene, oggi premia?
«L’artigianato si contrappone alla logica della fast fashion e delle grandi catene e promuove un tipo di lavoro sostenibile da un punto di vista etico ed ambientale. Per questo nel blog e sui social vengono anche affrontate tematiche relative al mondo della moda e della sostenibilità in generale. Bisogna accompagnare il cliente in un viaggio che porta alla riscoperta di uno stile di vita su misura e personalizzato. L’unicità e l’originalità dei pezzi fatti a mano vanno contro l’omologazione dei prodotti industriali, e permettono di creare un legame con l’oggetto che difficilmente sarà buttato quando passerà la moda, ma durerà per sempre. Magari sarà messo in un cassetto per poi essere riscoperto dopo qualche anno».
Chi sono gli artigiani che hanno sposato il vostro progetto?
«I primi artigiani contattati si concentrano soprattutto in Emilia Romagna, tra Reggio, Modena e Bologna, ma abbiamo già iniziato a muoverci anche in altre regioni. All’apertura del negozio online, avvenuta a settembre 2018, avevamo otto artigiani a catalogo, ma entro giugno 2019 diventeranno una ventina».
E se guardate al futuro?
«I prossimi passi saranno quelli di espandere l’area di contatto, aprire alla categoria uomo e programmare l’internazionalizzazione del progetto». —
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