Lorenzo Campani è live domani all’Altro Teatro: «No messaggi ambigui»
Vicino a casa, con tanti amici e tanta voglia di dire la propria. Domani sera (ore 21.30) L’Altro Teatro di Cadelbosco di Sopra ospita la presentazione di “Che mondo vuoi”, il nuovo album del cantante reggiano Lorenzo Campani. Un veterano con molta esperienza alle spalle, fra collaborazioni con numerose band, la partecipazione alla prima edizione di The Voice of Italy e alla versione di Riccardo Cocciante di “Notre Dame De Paris”, oltre che spesso spalla dei tour di Vasco Rossi. Un’opportunità importante, quella di domani, per conoscere l’ultimo lavoro di Campani, frutto di una campagna di raccolta fondi su internet. «Per chi non ha le spalle coperte, il crowdfunding è quasi una necessità e nel mio caso è andato tutto bene», ci dice Campani.
Cos’è accaduto?
«Ho superato bene la cifra indicata, ed ero stato appositamente alto anche per vedere la reazione del pubblico, e la risposta è stata buona, con tante dimostrazioni di stima».
Una scelta moderna per la produzione ma “antica” per il disco, che uscirà anche in versione fisica.
«Ci tenevo. Sono13 brani che rappresentano un mio viaggio. E ci sono tanti ospiti e amici, come Antonella Lo Coco, Maurizio Solieri, Niccolò Bossini».
Tanti amici reggiani che l’accompagneranno anche sul palco a Cadelbosco...
«Mi è sempre piaciuto dare spazio alle eccellenze locali e a Reggio di bravi musicisti ce ne sono tanti, compresi quelli che mi affiancano a Cadelbosco».
Sfida la legge del “nemo propheta in patria”?
«Sono sempre contento di suonare a Reggio e ne ho spesso opportunità, non posso lamentarmi. E L’altro Teatro è una bellissima realtà».
Nell’album c’è anche una voce speciale, quella dall’accento messicano di Reyli.
«È un cantante noto nel circuito in lingua spagnola, abbiamo voluto fare un brano per parlare dei maltrattamenti alle donne. Come uomo ho voglia di denunciare questa assurdità. Se qualcuno è arrabbiato, può dare un pugno nel muro, come dico nella canzone».
Messaggi controcorrente?
«Non credo, ma oggi c’è bisogno di attenzione e non di giocare con messaggi ambigui. Penso al successo di Achille Lauro a Sanremo con un brano che parla di ecstasy».
La canzone però ha un testo abile a giocare coi miti del passato, non trova?
«Per chi ama il rock e ha qualche anno in più può essere divertente trovare i riferimenti, ma il brano si rivolge a ragazzini che magari nemmeno sanno chi fosse Marilyn Monroe. Il discorso cambia».
Segno dei tempi?
«Oggi sono praticamente morte le agenzie di promozionei, tutto si gioca sui social, dove si crea confusione. Il concerto si annuncia con l’evento Facebook. Poi magari non si capisce se è un concerto degli U2 o di una cover band». —
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