Gazzetta di Reggio

La stagione dei concerti 

Una serata con Beethoven e il pianoforte di Igor Levit applaudito in tutto il mondo

G.B.
Una serata con Beethoven e il pianoforte di Igor Levit applaudito in tutto il mondo

Il musicista russo domani (ore 20.30) al Valli In programma anche “Al chiaro di luna” scritta per la contessa reggiana Giulietta Guicciardi

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REGGIO EMILIA. Una serata con tutto Beethoven per pianoforte con un musicista di valore qual è il russo Igor Levit, notissimo a livello internazionale e vincitore, tra gli altri numerosi premi, anche del Grammophone Award 2016. Innegabile è l’interesse per il concerto al Valli nella stagione de I Teatri, domani sera ore 20.30 (era programmato lo scorso dicembre ma Levit è stato costretto a dare forfait causa indisposizione), in quanto il programma presenta un serie di Sonate, dalla n.13 alla n.16, pezzi segnano una svolta nel suo cammino compositivo, infatti dopo aver composto le sue prime 12 Sonate, attorno al 1800 Beethoven (del quale si stanno già preparando, a livello planetario, le celebrazioni per il 250 anni dalla nascita che cadranno 2020) scrisse a Wenzel Krumpholz, «D'ora in poi, ho intenzione di prendere un nuovo percorso».

Sono i rigidi schemi formali che abbandona in quel periodo (c’è da dire appunto che il termine Sonata corrisponde al fatto che il primo tempo si basa su uno schema preciso, scandito in esposizione, sviluppo-ripresa, detto appunto forma sonata) e così le Sonate dopo il 1800 appaiono diverse dalle precedenti, in quanto iniziò ad abbandonare la consueta “forma” comune di Haydn e Mozart per sostituirla con una modalità più personale di comporre, tanto che la maggior parte delle sonate del periodo romantico sono state fortemente influenzate da quelle di Beethoven.

Tre delle Sonate in programma come la n.15 e la n.13 e n.14 portano i seguenti sottotitoli “Pastorale”, “Sonata quasi una fantasia” ed “Al chiaro di luna” che stanno quasi a giustificarne appunto lo spirito di libertà che le informa: «Uno spirito che – ha scritto a questo proposito Giovanni Carli Ballola – sottraendosi in parte alle leggi della tradizione mira pur sempre a costituire dei valori formali rigenerati nell'ambito di una nuova razionalità costruttiva».

Tra queste vi è una delle più famose composizioni pianistiche di ogni tempo la Sonata n.14 “Al chiaro di luna” dedicata alla giovane contessa di origine reggiana Giulietta Guicciardi di cui Beethoven s’invaghì e che, prima trasferirsi con la sua famiglia a Vienna, abitava nell’attuale palazzo Spalletti-Trivelli (sede del Credem).

Anche a questa Sonata Beethoven aggiunse la scritta “Quasi una Fantasia” perché la struttura non rispecchia quella tradizionale in quanto si apre con un Adagio, brano celeberrimo ricco di melanconia che scorre fluido e dove la melodia, struggente come un canto d’amore nella notte, crea una atmosfera soffusa ma allo stesso tempo avvolgente e di incantevole bellezza e suggestione. —

G.B.

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