Gazzetta di Reggio

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Pieno successo dell’omaggio di Corrado Sevardi a Bassani

Giulia Bassi
Pieno successo dell’omaggio di Corrado Sevardi a Bassani

Il compositore reggiano ha presentato a Ferrara “Intranima Lieder”  che raccoglie 22 poesie per voce e musica

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Pieno successo ha avuto la prima ferrarese di “Intranima Lieder” del compositore reggiano Corrado Sevardi, costruita su testi poetici di Giorgio Bassani. Dopo unanimi consensi di critica e di pubblico riscossi a Reggio Emilia per il Giorno della memoria 2018 la composizione è stata eseguita alla sala Estense nell’ambito di una serie di manifestazioni per ricordare il celebre autore di romanzi fra i quali “Il giardino dei Finzi Contini” e “I Vinti”, dai cui De Sica e Antonioni trassero i loro altrettanto noti film.

Il concerto infatti ha avuto il patrocinio e del fattivo sostegno della Fondazione “Giorgio Bassani” di Ferrara, in collaborazione con il Museo del Risorgimento e della Resistenza del Comune di Ferrara. Presente anche la figlia di Giorgio Bassani, Paola, che in occasione della prima di Reggio aveva detto: «Non è mai stato creato nulla di questa classe e bellezza sulle poesie di mio padre».

“Intranima Lieder” è un ciclo rappresentativo per voce recitante, mezzosoprano, pianoforte e violino, una sorta di lavoro di “teatro liederistico” di Corrado Sevardi, suggerito da un’idea del pianista di Codigoro Davide Finotti. L’opera raccoglie ventidue poesie di Bassani per un totale di ventisei quadri nei quali si alternano parti recitate con e senza musica, cantate e momenti solistici strumentali. Sevardi vi fa uso di elementi musicali anche ricorrenti che sottopone a varianti riconoscibili nel loro riproporsi; l’impianto formale di “Intranima” risulta così organico e unitario pur nella varietà notevole di “cambi scena” e andamenti di forte gestualità che lo caratterizzano. La scelta poetica di Sevardi, nello specifico di questo lavoro, deriva dalla posizione autonoma del compositore rispetto al complesso scenario degli stili sviluppatisi dal Novecento a oggi, così caratterizzato da quella dimensione del “molteplice” annunciata in un fondamentale testo del 1979 dal compositore, docente e saggista Armando Gentilucci, che Sevardi ama ricordare essendone stato anche allievo.

Pur essendo più frequentemente autore di lavori di esplicito impianto atonale, in questo caso egli crea un “suono” che diventa come espressione specchiante di rimembranze musicali dell’epoca bassaniana, del Novecento storico, una musica “in costume” ma con esiti di marcata rifrazione stilistica priva di citazionismi e assai originale che ne sanciscono l’intima “inattualità”, categoria nietzscheana cara a questo compositore. Ciò grazie al definirsi di una cifra autoriale che assume tratti del tutto personali, votati sì al piacere dell’ascolto musicale, della fascinazione, del lirismo, ma in chiave di forte concentrazione. A interpretarla il mezzosoprano di Cristina Calzolari, Stefano Randisi, pluripremiato attore e regista palermitano di adozione imolese e il giovane e il violinista sedicenne Alessandro Sevardi, figlio del compositore. —





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