“Riaccolti” segna il ritorno a casa dei Modena City Ramblers
Il nuovo disco è stato registrato all’Esagono di Rubiera e contiene varie dediche Già dal titolo rimanda al primo live acustico del ’98 al Sisten Irish Pub di Novellara
Riportando tutto a casa. Ancora una volta. Da due settimane è uscito anche per il pubblico “Riaccolti”, ultimo disco dei Modena City Ramblers, un lavoro acustico finanziato con una campagna di crowdfunding tramite la piattaforma MusicRaiser. Un album che rappresenta da tanti punti di vista un omaggio alle proprie radici e al proprio territorio, che ha come fulcro Rubiera e in particolare lo storico studio di registrazione Esagono.
“Riaccolti” è stato registrato dal vivo, con assetto acustico, il 4 novembre scorso proprio all’Esagono, davanti a un pubblico selezionato di vecchi amici. Successivamente è partita la raccolta fondi che ha permesso di raccogliere la somma necessaria alla stampa e alla distribuzione nei vari formati, dal cd al vinile ad dvd con bonus video. Consegnati i premi a chi ha contribuito al crowdfunding, i Modena City Ramblers hanno reso disponibile il resoconto del concerto anche a tutte le altre persone interessate, facendo uscire il disco nei negozi.
ODE AL PASSATO
Il richiamo al glorioso passato della folk-band nata lungo il Secchia dall’unione di tanti musicisti e militanti modenesi e reggiani è ben chiaro. Nei suoni, innanzitutto, con una strumentazione acustica in cui gli strumenti tradizionali – a partire da violino, flauto e fisarmonica – giocano un ruolo preponderante rispetto al più classico assetto rock.
“Riaccolti” già dal titolo rimanda al primo live acustico dei Modena City Ramblers, quel “Raccolti” registrato a Novellara nell’ottobre 1998, vent’anni prima del bis. La sede dell’epoca era il Sisten Irish Pub di Novellara, uno dei locali di riferimento della band e casa di tante esibizioni, programmate o meno, di jam session e di bevute. Vent’anni dopo, per restare con un altro maestro, Guccini, si ripete l’operazione con un altro luogo familiare, l’Esagono, rifugio nelle campagne rubieresi e presente nella storia dei Ramblers sin dal debutto discografico.
Il meraviglioso album di esordio, “Riportando tutto a casa”, venne inciso in due giorni fra Esagono e il Vida, sempre a Rubiera. Uno dei fondatori dell’Esagono, Arcangelo Kaba Cavazzuti, partecipò al lavoro come produttore, tecnico del suono e pure come musicista, affiancando spesso il gruppo dal vivo negli anni seguenti.
Da allora l’Esagono ha rappresentato un riferimento fisso per i Modena, tanto da dedicare al luogo e alla campagna rubierese una canzone, “Il posto dell’airone”. Il brano, con i suoi riferimenti ai luoghi rurali fra San Faustino e Fontana, nella zona nord di Rubiera, apre non a caso anche “Riaccolti”. Un modo per festeggiare il ritorno nell’Esagono rinato a nuova vita.
L’ESAGONO
Il complesso di registrazione non è nuovo alle dediche. Il disco più venduto mai registrato nelle sue stanze è senza dubbio “Buon compleanno Elvis”, il miglior album di Ligabue, quello del suo definitivo salto verso la celebrità. Fra le tracce, lo scherzo “Rane a Rubiera blues”, un intermezzo strumentale per chitarra acustica e gracidio di rane, quelle rane che spesso avevano disturbato le sessioni notturne di quell’ormai lontano 1995. Corsi e ricorsi che la musica emiliana si diverte spesso a regalare.
Nel prosieguo di “Riaccolti” passano poi tanti volti e tanti ricordi, spesso legati a quegli anni ’90 di enorme lavoro. Un periodo all’epoca vissuto con inevitabile frenesia, oggi cartolina splendente di un momento dorato per il rock e il folk reggiani e italiani.
Nella scaletta fanno capolino la vecchia “Le lucertole del folk”, in originale in duetto con Paolo Rossi, altro amico di Rubiera e della Corte Ospitale, e l’omaggio a Peppino Impastato dei “Cento passi”. Quasi in chiusura, poi, l’inno più struggente e malinconico, “In un giorno di pioggia”, elegia all’Irlanda e forse anche ai giorni più belli. —
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