Gazzetta di Reggio

Marco Ligabue e Pietro Casarini raccontano il Bar Mario

Martina Riccò
Marco Ligabue e Pietro Casarini raccontano il Bar Mario

Reggio Emilia, il concerto di presentazione del nuovo album di Luciano Ligabue, "Start", è anche un modo per festeggiare il fan club, "nato" all'Italghisa nel 1992

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REGGIO EMILIA. Quella del Bar Mario, ovvero delle persone che hanno creduto in Luciano Ligabue dagli inizi della sua carriera, è una storia straordinaria iniziata 27 anni fa. Il 14 novembre del 1992, infatti, i primi fan del Liga si radunarono a Reggio Emilia, e precisamente all’Italghisa, per vedere dal vivo chi aveva fatto breccia nel loro cuore cantando “Balliamo sul mondo”.

«Quella serata l’avevo organizzata io – racconta, subito dopo il concerto di presentazione del disco “Start”, Marco Ligabue – ricordo che era stato un successo. Era venuta gente da tutta Italia e mio papà aveva fatto avanti e indietro dalla stazione per portare tutti qui all’Italghisa». Sorriso smagliante, non è difficile tornare con la mente a quel giorno. «Volevo essere di supporto a Luciano – ci spiega – e così avevo fatto venire qui 800, forse 900 fan, erano i primi. All’epoca avevo 22 anni, non sapevo assolutamente nulla di come si organizza un evento tantomeno un fan club, ma insomma la serata è venuta bene. Era la prima volta che in città arrivavano fan di Luciano, fu una scoperta per tutti. Anche per la città».

D’altra parte nel nome “Bar Mario” – ispirato alla canzone del primo album dedicata a Mario, il barista del locale che Ligabue frequentava a San Martino in Rio – c’era già un’idea di comunità. «L’abbiamo chiamato così proprio per quello» conferma Marco.

E se ai tempi del primo raduno all’Italghisa i fan erano poco meno di un migliaio, ora il “Bar Mario” conta più di diecimila persone. «È gente di tutte le età – spiega Pietro Casarini, memoria storica del fan club –. Ci sono i ragazzi che hanno conosciuto Luciano all’inizio della carriera e altri che lo hanno scoperto con gli ultimi album e che per questioni anagrafiche ovviamente non potevano esserci allora. La cosa che colpisce è vedere come interagiscono e si confrontano tra loro, senza considerare l’età ma partendo dalla forte e inossidabile passione per il Liga. È per questo che poi a Correggio arrivano gruppi eterogenei di fan per visitare la sede del BarMario, nella Cà di Pom di via Asioli, che da un anno ha un’area espositiva che ospita la storia di Luciano con oggetti, strumenti, premi e memorabilia».

Probabilmente ci finiranno anche le foto del debutto di “Start” all’Italghisa: «Un’emozione indescrivibile», commenta Casarini. E Marco Ligabue sottolinea: «Sono passati quasi trent’anni e Luciano è sempre più in forma, davvero rock’n’roll!». —

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