In scena a Reggio Emilia “La bellezza non svanirà”
È il progetto, e anche la promessa, di 150 ballerini e degli studenti del Chierici diretti da Arturo Cannistrà e Rosanna Pasi
REGGIO EMILIA. Va in scena lo spettacolo “La bellezza non svanirà”, che rientra nel progetto nazionale “Leggere per ballare” nato per inserire le scuole di danza nella produzione di progetti/spettacolo per il teatro ragazzi allo scopo di allargare gli orizzonti dei giovani attraverso la lettura e la danza.
Lo hanno pensato il coreografo Arturo Cannistrà e Rosanna Pasi presidentessa della Fnasd (Federazione Nazionale Associazione Scuole di Danza). I due hanno coordinato 150 danzatori di cinque scuole reggiane: Arcadia, Danzarte, Progetto Danza, Eidos Danza e Let’s Dance. “La Bellezza non svanirà” coinvolge inoltre il liceo artistico Chierici, la Casa delle Storie del Teatro dell’Orsa e ha il patrocinio del Comune di Reggio Emilia mediante l’assessorato alle pari opportunità e l’assessorato scuola, partner che hanno permesso la realizzazione dello spettacolo, in scena sabato 23 marzo alle 19 e alle 20.45 al teatro Cavallerizza.
IL PROGETTO
«Indubbiamente si rivelerà importante nella crescita dei tanti giovani che parteciperanno, vale sia per i ballerini delle scuole di danza sia per gli studenti del liceo artistico Chierici che per altro hanno già preso part a spettacoli di questo tipo», spiega il professore Luciano Cacciavillani, referente per il progetto del Chierici.
Ecco come hanno lavorato: le classi 3ªA e 5ªA dell’indirizzo di design moda, sotto la direzione della professoressa Marilena Soncini, sono partite dalla lettura dei testi e dell’intero percorso scenografico per arrivare alla progettazione dei costumi, realizzando complessivamente ben 580 bozzetti. Gli studenti della 4ªD (indirizzo design arte dei metalli e oreficeria), guidati dalla professoressa Isabella Bigliardi, partendo dallo studio del romanzo “Lo scudo di Talos” (giovane spartano vissuto al tempo delle guerre persiane) hanno progettato due bracciali dei guerrieri dell’epoca, realizzandoli sotto la guida del professore Tiziano Mattioli.
Gli studenti delle classi 3ªI e 4ªH (indirizzo design arte della ceramica) con la professoressa Daniela Santachiara hanno realizzato un grande pannello composito in ceramica smaltata e produrranno anche piccoli gadget.
L’esecuzione del disegno che potesse rappresentare lo spettacolo mediante il manifesto e la brochure sono stati affidati agli studenti delle classi 4ªD e 4ªF (indirizzo arti figurative), che hanno potuto contare sull’esperienza di una artista affermata come è la professoressa Savina Lombardo.
Per il manifesto è stato scelto il disegno della studentessa Ginevra Carboni, mentre le riprese dello spettacolo sono curate dal professore Francesco Costabile con gli studenti della 4ªE indirizzo multimediale.
MUSICA E CORPO
«Spazio e corpo per descrivere il rapporto tra la danza e la bellezza dei luoghi, la forza del gesto per scavare nella memoria storica, musica e corpo per esplorare l’assenza di bellezza e l’infinito», commenta il regista Arturo Cannistrà. E sottolinea: «Abbiamo fatto un lavoro di squadra che si ispira ai grandi Ballet Russes, dove al centro c’è l’idea artistica, punto di riferimento per tutti gli artisti. Lo spettacolo, che vede in scena 150 giovani danzatori, presenta momenti di rara suggestione che, accostati alla forte drammaticità di alcuni testi, amplifica il concetto di bellezza, di bellezza perduta e di ricerca di bellezza. È diviso in 24 quadri ognuno, ed è un microcosmo artistico perché la musica, la proiezione, i costumi, lo stile coreografico ne fanno una pièce unica».
LO SPETTACOLO
Lo spettacolo inizia con una fuga dal Caos verso la bellezza della Natura. «Tra i momenti più emozionanti – svela Cannistrà – ci sono i due assoli femminili su due poesie di Mahvash Sabet, poetessa iraniana; e il brano sulla poesia di Mariangela Gualtieri, “Bambina mia”, abbinata al brano dell’uscita dai campi di concentramento quando si riprendeva lentamente la vita di tutti giorni. E anche il brano del Taigeto, tratto dal libro di Valerio Massimo Manfredi, che parla di imperfezione e disabilità, di un figlio abbandonato che diventa un grande guerriero nell’antica Grecia».
Per le musiche si spazia da Vivaldi a Piovani, ma ci sono anche autori più contemporanei come Sakamoto e Max Richter. «Vivaldi è perfetto per esprimere la Bellezza, anello tra la terra e il cielo, tra il tempo e l’eterno». —
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