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Maurilio Iembo omaggia Andy Warhol nella mostra-evento “Pop Art Fusion”

Andrea Vaccari
Maurilio Iembo omaggia Andy Warhol nella mostra-evento “Pop Art Fusion”

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Si intitola “Pop Art Fusion” la mostra evento in programma domenica 31 marzo allo spazio artistico culturale “Arte in Bottega78” di Maurilio Iembo.

Nell’occasione il professor Sergio Zanichelli (appassionato ed esperto di Andy Warhol e di Pop Art) terrà una conferenza a tema per parlare dello sfaccettato panorama della Pop Art Americana, con protagonista indiscusso il grande Andy Warhol.

Durante l’incontro verranno esposti una serie di pregevoli pezzi da collezione dell’artista americano e verrà creata un’interessante sinergia di confronto tra questi e le originali creazioni di Iembo che proporrà una sua produzione in esclusiva, realizzata appositamente per l'evento.

Iembo, come coniuga la sua ricerca artistica al movimento della pop art?

«La pop art è uno stile non convenzionale, non accademico, che prende vita e si sviluppa da una creatività spontanea e dalla libera ispirazione di ricerca. Io mi considero un artista non standardizzato e impronto la mia arte senza vincoli e canoni predefiniti a monte. Mi piace assaporare quello spirito indipendente e frizzante che la pop art e i suoi artisti sprigionano a tutto campo con grande e contagiosa energia vitale».

Quale parallelismo di confronto si può individuare tra la sua arte e quella di Andy Warhol?

«Il parallelismo di confronto può nascere nell’espressione volutamente fuori da cliché tradizionalisti troppo rigidi, che mira a ricavarsi una nicchia personalizzata esclusiva e distintiva in ambito anticonformista e indipendente, libero da schemi forzati e da preconcetti. Io ammiro e apprezzo molto il suo estro geniale e la sua eclettica e poliedrica creatività. È un maestro che trasmette grande carisma e la sua produzione è davvero sorprendente e sempre attuale, direi intramontabile».

Il suo studio spazio artistico culturale “Arte in bottega78” si può accostare per certi aspetti alla famosa Factory di Andy Warhol e al mitico Studio54?

«Queste due location fanno parte a buon conto del mondo dell’arte nella sua sfaccettata forza comunicativa. Sono state e sono ancora oggi un pezzo fondamentale della storia dell’arte, a cui tutti noi artisti possiamo attingere con entusiasmo. Il mio spazio vuole essere un ambiente dinamico, energizzante, un contesto di incontro e di intrattenimento, proprio come lo sono stati la Factory e lo Studio54, coniugando l’arte alla vita e alla voglia di vivere».

Cosa ci aspetta il 31 marzo?

«Durante l’evento di domenica i pezzi pregiati messi a disposizione dal professor Sergio Zanichelli entreranno in commistione con una serie di mie creazioni proprio per testimoniare uno stretto legame simbolico. Il flusso dell’arte è un canale aperto di intrecci sempre molto stimolanti. Da qui anche il titolo mirato scelto appositamente per questo evento». —



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