Gazzetta di Reggio

 

Un nuovo libro accende i riflettori sul patrimonio rinascimentale reggiano, tutto da riscoprire

Jacopo Della Porta
Un nuovo libro accende i riflettori sul patrimonio rinascimentale reggiano, tutto da riscoprire

Reggio Emilia: un volume, appena dato alle stampe, fa luce sui crocifissi lignei del XV secolo di scuola italiana e tedesca 

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REGGIO EMILIA. Un interessante capitolo della stagione artistica rinascimentale di Reggio Emilia che è ancora poco noto. Per colmare questa lacuna è stato dato alle stampe il libro “La Figura De Jesu Christo. Crocifissi lignei del XV secolo a Reggio Emilia” (edizione Agualpano) scritto da Sara Cavatorti.

Lo spunto per questa opera, che sarà presentata sabato 30 marzo alle 17 a Reggio all’oratorio di San Filippo Neri, alla presenza di qualificati relatori, è stato il restauro di due crocifissi lignei da parte di Roberta Notari: uno ora ricoverato nei depositi del Museo Diocesano, e l’altro, di scuola tedesca, conservato nella chiesa di San Giuseppe ma proveniente da San Francesco.

In occasione di questi restauri Notari (che è specializzata in sculture in legno, cartapesta, terracotta policroma, e in dorature) ha contattato la studiosa Sara Cavatorti, già autrice di un libro su “Giovanni Teutonico e la scultura lignea tedesca nell’Italia del secondo quattrocento”, che conteneva un riferimento anche al crocifisso di San Giuseppe.

È nata così l’idea di documentare e far conoscere questo importante patrimonio artistico reggiano. Il volume che viene presentato domani contiene 22 tavole su nove crocifissi reggiani, alcuni dei quali realizzati da maestranze tedesche, e una sezione dedicata ai restauri che è stata curata da Notari.

La restituzione dei due intagli restaurati da Roberta Notari, la loro analisi stilistica e tecnologica e il loro inquadramento nella produzione scultorea delle botteghe dell’epoca, ha condotto la studiosa Cavatorti a inserirli in una riflessione di più ampio respiro sulla statuaria in legno del Quattrocento a Reggio Emilia. Una riflessione che ben si colloca nel solco degli studi storico-artistici sulla scultura lignea del primo Rinascimento e in particolare in quel segmento di ricerca incentrato sull’attività dei maestri d’oltralpe in Italia durante il XV secolo.

Alla presentazione interverrà anche Massimo Mussini, che è stato ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Parma e che Cavatorti doverosamente cita. «Il tema della scultura lignea rinascimentale a Reggio Emilia non è del tutto inedito – si legge nel libro – si deve a Massimo Mussini la pubblicazione, nel 1988, di un corposo contributo in cui non solo si passavano in rassegna numerose opere presenti a Reggio Emilia - tra le quali proprio il crocifisso di San Giuseppe - ma si sottolineava anche, per la prima volta, il carattere tedeschizzante di alcune di esse». Nella sua opera Cavatorti dà conto della presenza nel Quattrocento a Reggio Emilia dello scultore tedesco Paolo Moerich. Una presenza che si desume da documenti dell’epoca.

Alla presentazione in San Filippo Neri prenderà la parola anche Aldo Galli, professore di Storia dell’arte moderna all’Università di Trento, i cui interessi di ricerca si incentrano sulla scultura e la pittura d’età tardogotica e rinascimentale nell’Italia centrale e settentrionale, e sulle loro relazioni con la coeva produzione europea.

Nel volume un capitolo è dedicato al “Crocifisso della Curia”, un’opera conservata nei depositi del Museo Diocesano, che viene ricondotta a una bottega padovana del Quattrocento. Si tratta di un’opera di grande pregio che è stata esposta in occasione dell’apertura della Porta Santa in Duomo. —


 

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