L’Off invade Reggio e provincia con oltre trecento esposizioni
Tra le novità più importanti dell’edizione la partecipazione di 25 istituti scolastici Pensati quattro itinerari per scoprire tutte le mostre dal Po all’Appennino
Tre, due, uno: la città va in scena. Luci accese su Fotografia Europea 2019, nella quale il Circuito Off – sezione libera ed indipendente della manifestazione – non è mai stato così “on”, grazie alla sua anima partecipata e condivisa capace di offrire idee, sentimenti e pratiche, totalmente affini al tema di questa 14esima edizione: “Legami. Intimità, relazioni, nuovi mondi”.
Un nuovo e imperdibile appuntamento per i cittadini (presentato dal sindaco Luca Vecchi, dal presidente della Fondazione Magnani Davide Zanichelli e dal presidente della Provincia Giorgio Zanni) che, dal 12 aprile al 9 giugno, avranno la possibilità di vivere l’arte e la fotografia negli spazi del centro città – e non solo – in una più ampia e rinnovata edizione di Fotografia Europea. Per quest’anno infatti, i numeri parlano chiaro: l’obiettivo è creare un evento sempre più inclusivo, con l’allestimento di 320 mostre, la partecipazione di oltre 285 artisti e 60 collettive di circoli e associazioni, l’impiego di circa 300 sedi e il coinvolgimento di 25 istituti scolastici.
Quest’ultima è la prima importante novità dell’edizione 2019: grazie alla partecipazione di un’ottantina di classi, debutta la sezione “OFF@school”, interamente dedicata agli studenti e nata per invitare le scuole a un’attenta lettura ed interpretazione del linguaggio fotografico. Il progetto scaturisce in un’evoluzione per gli istituti, che diventano luoghi di creatività, sperimentazione e confronto, innescando quei legami che creano relazioni e aprono visioni di nuovi mondi. La stessa anticipazione della data inaugurale del festival è una scelta maturata proprio dal desiderio di accogliere le scuole e facilitarne la partecipazione. Saranno proprio i ragazzi, venerdì 10 e sabato 11 maggio, a prestare la voce per accompagnare la visita delle mostre da loro realizzate. Alcuni di loro hanno anche accettato la sfida di collaborare con fotografi d’esperienza, com’è stato nel caso degli studenti dell’Istituto Galvani-Iodi, chiamati a scattare immagini dei luoghi per loro più significativi, per poi vedere le loro foto fuse con il lavoro di professionisti nella mostra “Connessioni” di Refoto.
Secondo cambiamento del Circuito Off, non certo meno importante, sarà quello di avere un raggio d’azione molto più ampio. Se fino ad ora era principalmente la dimensione della città – centro storico, quartieri nella prima periferia, gallerie, negozi e aziende – a essere coinvolta, Fotografia Europea 2019 abbraccerà la provincia, proponendo un viaggio alla scoperta delle sue bellezze. Proprio per l’elevata adesione da parte di Comuni e associazioni, sono stati elaborati quattro possibili itinerari, al fine di consentire la miglior esperienza possibile di “Dal Po agli Appennini, una provincia tutta da scoprire”. Ad esempio, l’ultimo comprende l’inedita location dell’Ospedale Magati di Scandiano, con l’esposizione “Out” e lo storico castello di Bianello, dove il Collettivo 20 luglio propone “Senso di comunità. Forme e luoghi delle relazioni”.
Importanti novità anche in città dove ai luoghi ormai classici dell’Off – come atelier Viadeiduegobbi, via Roma e gallerie – si aggiungono scenari inediti come i Chiostri di San Pietro (appena restaurati) con gli autori del Laboratorio Aperto Urbano. Questa la sede degli eventi promossi da Palazzo Magnani, quali “Fragile” (a ricordare la strage di Ustica) il 4 maggio e “Unimore Images” del primo giugno, nonché location della giornata di sabato 27 aprile dedicata al Circuito Off, intitolata “Turn the light on-off”. Al contempo, i nuclei storici non si accontentano di essere solo tradizione e animati dallo spirito innovativo di questa edizione, si reinventano, come nel caso dell’Atelier Viadeiduegobbi la cui partecipazione si presenterà in maniera originale tramite l’incontro artistico dei cittadini della via e gli artisti. —
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