Bibbiano: una piazza a Gigetto Reverberi, uomo di cultura e di teatro
Per anni direttore del Valli, inventò il Premio Peri che laureò Luciano Pavarotti. Ora il suo nome compare vicino al Metropolis, «per ricordare la sua grandezza»
BIBBIANO. «La cultura è un bene primario, come l’acqua: i teatri, le biblioteche, i musei, sono come tanti acquedotti». Da questo pensiero di Claudio Abbado è partito il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti per introdurre la figura di Gigetto Reverberi al quale ieri mattina, a Bibbiano, è stato dedicato il piazzale che si trova nell’area del Centro Diurno (in via Rosemberg) nei pressi del Cinema Teatro Metropolis.
«Pensando a queste parole del grande direttore d’orchestra Abbado – ha proseguito il sindaco – mi sono chiesto: “Chissà quanta acqua nel suo percorso ha portato questo personaggio a Reggio Emilia, al suo amatissimo teatro e non solo”. L’intitolazione della piazza avviene non a caso questa settimana: il 27 marzo era infatti la giornata internazionale dedicata al teatro. Anche per questo – ha spiegato il primo cittadino – volevo condividere con voi questo momento, quale punto di partenza per riscoprire le tante persone che hanno portato un segno indelebile alla nostra comunità, e tra queste non poteva proprio mancare la figura di Gigetto Reverberi».
Geniale organizzatore di cultura, dopo aver lanciato il premio Maria Melato, dedicato alla grande attrice reggiana di prosa morta nel 1950 (a Reggio erano di casa, insieme a lei, Romolo Valli, la Guarneri, la Falk...), Gugetto Reverberi seppe inventarsi un concorso per giovani cantanti lirici, il Premio Peri, che laureò niente meno che Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Raina Kabaivanska, Enzo Dara, il meglio della lirica italiana.
Il tenorissimo, che proprio per merito di Gigetto Reverberi ebbe occasione di debuttare a Reggio Emilia con la Bohème il 29 aprile del 1961, lo ricordò per tutta la vita.
E tra coloro che ieri mattina sono intervenuti all’intitolazione della piazza, in molti hanno voluto ricordare quell’amicizia così preziosa con Gigetto.
A partire da Giorgio Boccolari (tra i fautori dell’iniziativa) e dal grande fisarmonicista Paolo Gandolfi che, durante la cerimonia per Gigetto, ha suonato l’Intermezzo di Cavalleria Rusticana.
Il figlio William Reverberi ha ricordato i mille lavori svolti da Gigetto fin dall’età di 12 anni per sbarcare il lunario, da quando suo padre «socialista con la schiena diritta» fu licenziato per aver rifiutato la tessera fascista.
La nipote Evelina si è invece soffermata sul rapporto d’amicizia e di collaborazione con Loris Malaguzzi e Corrado Costa, che insieme a Gigetto Reverberi organizzarono una stagione di Teatro per Ragazzi.
Tra le altre innovazioni realizzate da Gigetto, che credeva nel teatro come un’opportunità di formazione civile, è da ricordare l’istituzione dei moderni criteri di conduzione del Municipale con le stagioni, affiancate dai festival. L’obiettivo era quello di vivere il teatro a 360 gradi, come faceva lui.
E non solo: già a fine anni ‘50 Gigetto aveva fatto accordi con altri teatri della regione gettando le basi per la costituzione dell’Ater (Associazione Teatrale Emilia Romagna) di cui fu tra i fondatori nel 1964. A questo proposito, prima che tutti i Reverberi, compreso il nipote Enrico, si fossero riuniti sotto la targa per la fotografia di rito, ha parlato anche il violinista Erio Reverberi (che nonostante il cognome non è un parente) per raccontare quanto Gigetto si sia speso per la costituzione di un’orchestra regionale, che è quello che tuttora opera a Parma.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
