Gazzetta di Reggio

In mostra alla Biblioteca Panizzi l’evoluzione storica della famiglia reggiana

Cristina Fabbri
In mostra alla Biblioteca Panizzi l’evoluzione storica della famiglia reggiana

Dalla Fototeca emergono oltre 300 immagini scattate tra ’800 e ’900. In esposizione feste e ricorrenze pubbliche ma anche istanti di vita privata. La mostra fa parte di Fotografia Europea 2019 e sarà visitabile dal 13 aprile al 9 giugno

5 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Una fotografia racconta una storia. Ci dice qualcosa delle persone ritratte. Ci parla di un’epoca, di un luogo. Ci fa fare, ogni volta, un viaggio nel tempo. In un tempo vicino o lontano. È magica. Ecco perché, sin dalla sua nascita nel lontano 1839, la fotografia ha un ruolo fondamentale.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.30154712:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2019/04/02/fotogalleria/l-evoluzione-della-famiglia-reggiana-nella-mostra-della-biblioteca-panizzi-1.30154712]]

Certo, oggi ci affidiamo a smartphone e a macchine digitali. Ma pensiamo a cosa ci è rimasto dei nostri antenati. Gli album di famiglia, le foto incorniciate e un po’ sbiadite dal tempo ci raccontano chi siamo e da dove veniamo. Una volta addirittura l’album dei ricordi veniva tenuto in bella vista su un tavolo, in salotto, pronto per essere sfogliato. Le immagini più preziose venivano appese alle pareti, a memoria dell’evento o della persona raffigurati.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:tempo-libero:1.30154770:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.30154770:1649788174/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Oppure le si posizionava tra la cornice degli specchi del salotto o le si conservava nei portafogli, specie quella del proprio amato. C’era chi invece preferiva conservare gli scatti dentro scatole di latta che racchiudevano anche diari, carteggi e oggetti verso i quali si nutriva un particolare legame. Le foto di famiglia hanno avuto una evoluzione non da poco nel corso degli anni. Oggi la produzione è di gran lunga più compulsiva, ma la sua conservazione è altrettanto curata? Forse è molto più a rischio perché spesso è affidata a chiavette, computer, telefoni e mezzi digitali. Si stampa sempre meno. Anche se, sia chiaro, il valore affettivo per le foto che ritraggono i momenti più importanti è pressoché immutato.

FOTOTECA, UN TESORO

La Biblioteca Panizzi ha deciso, in occasione di Fotografia Europea, di indagare e rivisitare i fondi fotografici delle famiglie reggiane raccolti e custoditi dalla Fototeca. Essi sono un documento prezioso della vita quotidiana e dei momenti di vita familiare non “ufficiali”, a volte intimi e a volte scanzonati dei reggiani, delle famiglie povere e di quelle benestanti, di comuni cittadini o di persone note.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:tempo-libero:1.30154776:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.30154776:1649788174/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Curata da Laura Gasparini, Monica Leoni ed Elisabeth Sciarretta, si intitola “Famiglie. Un mondo di relazioni. I fondi fotografici delle famiglie in Biblioteca Panizzi”. Accanto ai ritratti di famiglia eseguiti da professionisti in occasione di battesimi, cresime o matrimoni, l’indagine si è svolta prevalentemente sulla grande quantità di immagini scattate in modo amatoriale.

RACCOLTE DI FAMIGLIA

«In un’era in cui il proliferare delle immagini invade ogni spazio della nostra vita e della nostra immaginazione – spiega Laura Gasparini – gli archivi di famiglia si pongono come punto fermo che necessita di diversi approfondimenti, di studio e di ricerca, al fine di ridare loro voce e significato sociale, antropologico, oltre che fotografico. Le raccolte fotografiche di famiglia sono un’importante testimonianza della storia delle connessioni della vita quotidiana in cui le famiglie, di ogni ordine e grado, sono state protagoniste. Una storia, spesso, mai scritta. Dagli archivi di famiglia si evince la narrazione del quotidiano, con i suoi riti e stili di vita delle rispettive classi sociali che insieme diventano un grande affresco della collettività, della comunità».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:tempo-libero:1.30154773:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.30154773:1649788174/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

La raccolta e l’acquisizione dei fondi, da parte della Fototeca della Panizzi, sono nate e cresciute negli anni per esigenze storiche, di analisi del linguaggio, e non solo. «Questa esposizione intende valorizzare i numerosi fondi fotografici delle famiglie reggiane – aggiunge Giordano Gasparini, direttore della Panizzi – un ricco e significativo patrimonio raccolto, catalogato nel tempo e ora valorizzato per mostrare i mille volti della comunità. La mostra tende a sottolineare l’importanza di questa tipologia di fondi e il loro significativo ruolo. Essi non si configurano solo come memoria personale: se letti nella loro complessità e ricchezza, raccontano le relazioni tra le persone e i luoghi da esse abitati. La casa, ma anche le strade e le piazze diventano le quinte di vite che, intrecciandosi, caratterizzano la comunità. Non mostrano solo come eravamo, ma ci proiettano nel passato per capire il presente».

I cassetti, gli album, le scatole del tempo dei reggiani vengono perciò aperti grazie a questa mostra: saranno esposte dal 12 aprile al 9 giugno, al piano terra della biblioteca, oltre 300 foto del periodo che va da fine ’800 a metà del ’900. Per l’occasione è stato realizzato anche un catalogo.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:tempo-libero:1.30154823:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.30154823:1649788174/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

CON LA GAZZETTA.  La mostra “Famiglie. Un mondo di relazioni. I fondi fotografici delle famiglie in Biblioteca Panizzi” è divisa in sei sezioni e, ad ogni sezione, la Gazzetta di Reggio dedicherà prossimamente un approfondimento con pagine fotografiche.

L’esposizione (che sarà inaugurata il 12 aprile in occasione di Fotografia Europea e sarà visitabile fino al 9 giugno al piano terra della Panizzi) segue cronologicamente gli eventi storici che hanno attraversato e condizionato la vita quotidiana delle famiglie reggiane, analizzando il linguaggio della fotografia nella sua evoluzione. 

Si parte con la sezione dedicata alle fotografie che un tempo venivano posizionate sugli altarini, in bella vista, conservate con cura negli album o messe in bella vista in cornice. Si passa poi al ritratto di famiglia, con un focus sulle famiglie contadine e sulle famiglie numerose. Grande spazio viene dedicato all’infanzia, perciò ai giochi, alla scuola, al lavoro minorile, all’assistenza, agli orfani e alla pratica (macabra con gli occhi di oggi) della fotografia post-mortem.

Si passa ai riti familiari, per osservare come nel tempo siano stati immortalati i fidanzamenti, i matrimoni, i battesimi, le comunioni, le cresime, i funerali, il Natale, l’Epifania e il carnevale, le vacanze. La casa è il luogo per eccellenza della famiglia, quindi le sue stanze e le attività domestiche diventano protagoniste di un’altra sezione. Pure lo svago e i luoghi pubblici in cui la famiglia si recava saranno approfonditi: si passerà dalle foto che ritraggono la famiglia a teatro, al cinema, ai circoli, nei caffè, a quelle scattate ai Giardini, all’ippodromo e non solo. —




 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google