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La Madonna della Neve è tornata a proteggere chi abita a Novellara

Andrea Vaccari
La Madonna della Neve è tornata a proteggere chi abita a Novellara

All’affresco fu attribuita la guarigione del figlio del conte Camillo III Gonzaga È l’ultimo restauro portato a termine nel paese, dopo la Sant’Eurosia e il lapidario

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Sono recuperi storico-artistici di valore quelli avvenuti a Novellara nelle ultime settimane, che hanno restituito la bellezza perduta a due opere antiche. Un dipinto e un affresco che rappresentano il culmine di una serie di operazioni coordinate dall’amministrazione comunale che hanno consentito la valorizzazione del patrimonio storico locale.

LA MADONNA DELLA NEVE

L’operazione più recente riguarda il restauro dell’affresco della “Madonna della Neve”, all’interno della chiesa della Beata Vergine del Popolo, di proprietà comunale da circa 25 anni e oggi molto utilizzata dalla comunità ortodossa. La costruzione di questo luogo di culto iniziò nel 1704, nello stesso luogo dove, nella metà del Seicento, era iniziata la costruzione di una chiesa intitolata a San Bernardino da Siena. Il nuovo edificio, eretto a spese della comunità, fu dedicato alla Madonna della Neve (detta poi Madonna del Popolo) poiché alle preghiere dei fedeli davanti a un affresco che la raffigurava si attribuì il miracolo della guarigione del piccolo Filippo Alfonso, figlio del conte Camillo III Gonzaga, da una grave malattia. L’affresco, che in origine era stato dipinto sul muro interno di una porta di accesso alla Rocca, nella seconda metà del Seicento, a causa della demolizione della porta stessa, era stato tagliato dal muro e trasferito sotto il portico del Telonio in piazza.

Da lì, il 5 agosto 1708, a conclusione dei lavori di costruzione della chiesa, l’icona miracolosa fu solennemente trasportata e collocata dietro l’altare maggiore. L’intervento di restauro, voluto dal Comune e iniziato nel 2018, è stato eseguito dal laboratorio restauro dipinti antichi “Bizzarri Daniele” di Modena, con la supervisione del settore storico artistico della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Bologna. «Questo affresco – spiega la dottoressa Elena Ghidini, direttrice del Museo Gonzaga – è di un autore ignoto, e versava in uno stato conservativo non ottimale, anche a causa di una frattura derivata dal sisma del 2012. Nel corso dei saggi è stato scoperto che sotto al manto esisteva, intatto, quello originale seicentesco, che poi è stato recuperato. Un recupero importante dal punto di vista artistico ma anche affettivo, in quanto da secoli questo affresco è particolarmente amato dai novellaresi».

SANT’EUROSIA

Risale invece a qualche settimana fa il restauro, voluto da un privato, di un dipinto della Collegiata di Santo Stefano raffigurante il “Martirio di Santa Eurosia”, un olio su tela del Settecento attribuito a Clemente Ruta. L’opera settecentesca, restaurata da Cristina Lusuardi (dipinto) e Roberta Notari (cornice), raffigura la martire mentre viene decapitata dai Mori. Il fatto accadde nell’anno 968 circa, nei pressi di un villaggio dei Pirenei spagnoli. Durante il martirio si scatenò un furioso temporale ed è per questo motivo che la santa è invocata contro le tempeste, i fulmini, le grandinate e per la protezione dei frutti della terra. L’opera, custodita da diversi decenni nella Collegiata di Santo Stefano, vi ritornerà dopo una breve permanenza (fino al 19 maggio) all’interno del Museo Gonzaga.

IL LAPIDARIO

È di febbraio, infine, l’inaugurazione del lapidario posto all’ingresso del loggiato cinquecentesco antistante il Museo Gonzaga, dove sono stati esposti alcuni marmi di epoca gonzaghesca (XVI e XVII secolo) e otto lapidi ottocentesche dell’antico cimitero ebraico che era stato donato dai Gonzaga alla comunità israelitica. Il progetto è stato curato dall’Architetto Nicola Nottoli e realizzato da Allestend di Lucca. L’intervento, voluto dal Comune, al quale è stato assegnato un contributo dall’Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione, rientra tra i progetti di ampliamento dei percorsi espositivi e degli allestimenti. —



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