Tra teatro e natura, ecco il festival a sostegno dell’ambiente
Due weekend organizzati dal MaMiMò: spettacoli, incontri ed escursioni all’insegna della “Felicità sostenibile”
REGGIO EMILIA. Vi domandate mai se siete felici? Nella frenesia della modernità non capita frequentemente di fermarsi a riflettere, men che meno su noi stessi. Molto spesso intraprendiamo grandi crociate per portare avanti una causa senza accorgerci che, il più delle volte, è dal nostro piccolo che deve partire la rivoluzione. Nel trambusto generale c’è chi l’ha compreso e ora vuole condividere e diffondere tale consapevolezza. Stiamo parlando della compagnia teatrale MaMiMò che in questo fine settimana darà vita alla seconda edizione di “Felicità sostenibile”, in programma da oggi a domenica da venerdì 12 a domenica 14 aprile.
IL PROGETTO
La compagnia , che negli anni ha sempre affiancato alla stagione teatrale riflessioni culturali, desidera ora approfondire il tema quello del surriscaldamento globale. Il motivo è semplice, spiega Angela Ruozzi, anima e organizzatrice di questo festival: «Abbiamo percepito l’urgenza di dare spazio a un tema come la crisi ambientale, in quanto dovrebbe essere sempre al centro dei nostri discorsi, mentre in realtà è ancora molto snobbato. Questo compito di portata comune coinvolge anche la cultura, che secondo noi può diventare un importante mezzo di trasformazione sociale».
Ma quale legame esiste tra natura e felicità? «L’uomo – risponde Angela Ruozzi – soddisfa i propri bisogni in differenti modi, uno di questi è sicuramente il relazionarsi con l’ambiente. Da qui la necessità di riflettere sullo stile di vita ereditato dal passato, il bisogno di capire se questo può condurci realmente a una condizione migliore. D’altronde, cos’è il benessere? I dati scientifici parlano di esistenze umane non sostenibili, dunque è bene che si ripensi alla nostra felicità partendo proprio dallo spazio circostante».
L’OBIETTIVO
«La missione del festival è quella di intersecare temi scientifici con modalità interdisciplinari, rendendo l’opera di sensibilizzazione accessibile a un pubblico variegato». E infatti in programma ci sono eventi dedicati alla riflessione, come gli spettacoli “Magie d’acqua” alla Casa delle Storie (sabato 6 aprile alle 17 in via Beretti 24/D), “La pianura è un foglio bianco” in Polveriera (sabato 6 aprile alle 21 in via Terrachini) e “Il Pianeta lo salvo io!” al Teatro Piccolo Orologio (venerdì 12 aprile alle 18 in via Massenet), ma anche laboratori creativo-didattici, come quello per la realizzazione di nidi di biodiversità o “Le api: termometro di vita”.
«L’idea è che questi temi debbano diventare di dominio pubblico e non per forza tramite un discorso triste o apocalittico, ma attraverso un racconto costruttivo che veicola una visone del domani diversa, ottimistica come slancio e realistica nelle attività» aggiunge Angela Ruozzi.
Il manifesto d’altronde parla chiaro: al titolo “Festival di felicità sostenibile” segue “Eventi di spudorata propaganda a sostegno dell’ambiente”. «Il problema ambientale è di tutti, per questo sensibilizzare e ricordare alle persone di occuparsi quotidianamente della Terra è questione da propagandare sempre».
IL PROGRAMMA
Avvicinamento alla natura, che non sarà solo teorico: numerosi sono gli appuntamenti all’aria aperta concentrati nelle due giornate di “Ecosistemi: esperienze creative en plain air” di domenica 7 e sabato 13 aprile, come ad esempio la biciclettata dal centro storico alla Vasca di Corbelli, romanticamente definita “love story” per l’integrarsi della dimensione storica con quella ambientale, dalla quale scaturiranno molteplici suggestioni, direttrici per un nuovo vivere dello spazio cittadino. Domenica 7 aprile si partirà alle 9.30 da piazza Gioberti; alle 13 pic nic nel parco della Vasca di Corbelli.
Il festival terminerà domenica 14 aprile al Teatro Piccolo Orologio (ore 21) con lo spettacolo “La donna più grassa del mondo” del quale parla la stessa regista Angela: «La metafora della donna che mangia senza riuscire a fermarsi ci permetterà di domandarci perché l’uomo appare felice solo quando consuma e, in questo senso, il ponte tra le due edizioni è proprio quello di unire le buone pratiche a un nuovo modo di pensare la felicità». —
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