L’inaugurazione con 200 ballerini che attraversano il centro storico
Il taglio del nastro oggi alle 18 ai Chiostri di San Pietro con “Link il Defilé” di Elena Rolla Lo spettacolo terminerà in piazza Martiri del 7 Luglio
La quattordicesima edizione di Fotografia Europea inizia ufficialmente oggi alle 18 ai Chiostri di San Pietro. Alle 19, insieme all’apertura delle mostre, si parte con il primo evento: “Link, il Défilé della Danza”, performance collettiva delle scuole di danza cittadine e del liceo Canossa con le coreografie di Elena Rolla e le musiche originali di Marco Elia Righi. Lo spettacolo è garantito anche in caso di maltempo.
LA COREOGRAFA
Deve guidare 200 allievi delle scuole di danza della città nel “Défilé”, una produzione della Fondazione Nazionale della Danza-Aterballetto scelta per inaugurare il festival. Dai Chiostri di San Pietro si arriverà in piazza Martiri del 7 Luglio.
Lei è Elena Rolla che, per realizzare l’evento, si avvale della collaborazione di Arturo Cannistrà, Melissa Boltri e Lucia Vergnano, con le scuole di danza Arcadia, Danzarte, Let’s Dance, Progetto Danza, Accademia DanzaEdintorni, Nuovo Balletto Classico, Studio1 Danza, Danza LeRose, Centro Danza Nefesh e il Liceo Coreutico Matilde di Canossa.
Partecipano anche i musicisti dell’Istituto superiore di sudi musicali Peri, eseguendo una musica appositamente composta da Marco Elia Righi. «Mi auguro che sia un’esperienza di grande suggestione per chi lo vivrà da protagonista, e per tutti coloro che potranno assistervi nelle vie della città», dice la Rolla.
Torinese, si forma presso la Scuola di danza Susanna Egri a Torino e in seguito si trasferisce in Francia a Lione dove nel 2004 si laurea in “Arts du Spectacle, Mention Theatre”; dal 2009 è assistente alle coreografie di Raphael Bianco per tutte le nuove produzioni della Compagnia Egribiancodanza e danzatrice in alcune di esse e dal 2014 inizia la collaborazione con “TorinoDanza Festival.”
Come ha lavorato per preparare il Défilé?
«Intanto ho pensato al tema di Fotografia Europea: i legami e da qui il titolo del Défilé che è Link. Questo nome si riferisce anche al collegamento stesso tra la danza e la città. In ogni caso nasce come una coreografia per la deambulazione, con una gestualità che deve abitare la città».
Qual è la sua caratteristica?
«Essendo continuamente in movimento, se ne può percepire anche solo un frammento o può capitare anche che si sveli per un incontro casuale. Il Défilé cambia anche la visione della città per il tempo in cui si realizza, tutto ci appare diverso».
Come ha lavorato?
«Sono entusiasta perché è stato un lavoro d’équipe con i miei collaboratori, con le scuole di danza e anche con il liceo Chierici i cui allievi hanno collaborato per il trucco dei danzatori e insieme ai ragazzi di Video Lab by Alessandro Scillitani per la documentazione del progetto; e poi l’Istituto musicale Peri che ha messo a disposizione gli strumentisti e il giovane compositore autore della musica che accompagnerà il Défilé».
E la coreografia?
«Ho pensato a moduli strutturati a coppie alludendo anche al “passo a due” con sequenze che ho creato io e altre che hanno creato i ragazzi. Deve essere chiaro il legame con il partner anche virtuale. Si parte dai Chiostri e solo alla fine si vedranno tutti nel loro insieme in piazza per il gran finale».
È il suo primo Défilé?
«Ho partecipato alla grande parata che inaugura ogni due anni la Biennale de la Danse di Lione, alla quale partecipano tra cinque e seimila danzatori non professionisti; ho anche collaborato con “TorinoDanza Festival” per il coordinamento artistico/organizzativo del “Défilé Torino-Lione” del 2014 e del 2016». —
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