La performance “Inter-view” racconta i legami ripensando la fragilità
REGGIO EMILIA. Domani (dalle 19) e domenica (dalle 17) ai Chiostri di San Pietro si potrà assistere a “Inter-view: Emanuele e Clément”, una performance tra uno schermidore paralimpico e un danzatore di Aterballetto con coreografie di Diego Tortelli.
Sullo sfondo l’esposizione “Crack” del fotografo Jacopo Benassi, che sembra premere l’acceleratore sull’impietosa decadenza sia per il corpo umano che per un corpo artificiale.
Protagonisti un danzatore di Aterballetto, Clément Haenen, e lo schermidore paralimpico, il giovane Emanuele Lambertini. «Prendendo spunto dal tema “Legami” di Fotografia Europea – spiega Tortelli – ho pensato a una micro installazione partendo dalla semplice idea di “intervista”, parola che spezzata in due può significare “visione-interna, ovvero inter-view». Con questa performance, Tortelli vuole cancellare l’idea che un corpo diverso sia più fragile: Lambertini infatti rappresenta la forza. Il fatto che non sia in teatro costituisce un vantaggio: «Così il pubblico è coinvolto in maniera più diretta ed empatica». E aggiunge: «Se nel giornalismo l’intervista è la riproduzione scritta di un dialogo in cui un giornalista pone delle domande all’intervistato al fine di ottenere delle informazioni, in questa performance gli intervistati, ossia i due performer, risponderanno al grande quesito dell’incontro, ossia in cosa consiste il creare un “legame”, tramite il loro corpo, i punti in comune e i punti di scontro tra due corpi e professioni diverse. Una occasione per ridare verità e forza al performer che si presenta al pubblico non più come un interprete nelle mani del regista, ma con la propria verità raccontata dal corpo per creare un momento intimo con l’altro e con lo spettatore». —
G.B.
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