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Reggio Emilia, Oliviero Toscani: «Solo se una foto non serve a niente può essere considerata un’opera d’arte»

Reggio Emilia, Oliviero Toscani: «Solo se una foto non serve a niente può essere considerata un’opera d’arte»

Il fotografo ironico e tagliente ieri ai Chiostri di San Pietro: «Uno scatto autentico deve essere un servizio pubblico» 

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REGGIO EMILIA. Ad aprire la seconda giornata inaugurale di Fotografia Europea è stato ieri mattina il mitico Oliviero Toscani in un talk con Roberto Pisoni e Nicolas Ballario in cui il grande maestro italiano della fotografia, giudice del famoso contest di Sky Arte, Master Of Photography – presente in questa edizione con una mostra collettiva che raccoglie gli scatti dei migliori concorrenti del talent – ai chiostri di San Pietro ha divertito con la sua ironia, interessante quanto tagliente, il pubblico numeroso che ha affollato il grande chiostro.

Quella di Toscani è stata una riflessione sul mestiere di fotografo e sulla fotografia nel mondo contemporaneo, su questo mezzo di comunicazione che quotidianamente milioni di persone utilizzano, sugli strumenti che la tecnologia contemporanea mette a disposizione, per cui oggi è tecnicamente impossibile sbagliare una fotografia, una messa a fuoco, un bilanciamento o un’esposizione. Allora? Come si fa ad emergere? A farne un mestiere?

«Bisogna avere qualcosa da raccontare, bisogna essere insieme autore, scenografo e regista per produrre una vera fotografia», che per Toscani, però, non deve essere un’opera d’arte. «Solo se la fotografia non serve a nulla diventa un’opera d’arte, viene appesa a un chiodo per essere solo guardata». Da qui il discorso verso il collezionismo, verso l’importanza dell’originalità di uno scatto, per arrivare all’essenza della fotografia, che, per Toscani, «deve essere un servizio pubblico, testimoniare, documentare la storia dell’uomo nella sua straordinaria grandezza».

A seguire, nel pomeriggio, i giornalisti Mario Calabresi e Michele Smargiassi si sono confrontati sul rapporto tra scrittura e immagini nel talk “Quando la parola s’innamora della fotografia”. Alle 21, a chiudere l’intensa giornata, il grande fotografo americano Larry Fimk che, al teatro Cavallerizza, insieme a Walter Guadagnini, ha raccontato il suo mondo nell’incontro intitolato “The Gift of the Eye, Given from the Heart”.

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