Una lettura scenica della staffetta partigiana Albertina “Anna”Rocchi
ALBINEA. Si intitola “Casa di latitanza. Giorni di vita, amore e guerra” la lettura scenica che andrà in scena ad Albinea sia la sera del 25 aprile (alle 21), che la mattina del 26 (alle 10.30), nella Sala Maramotti di via Don Sturzo. Si tratta di un testo teatrale inedito per raccontare la memoria attraverso la storia di due fratelli, ispirato ai diari della staffetta partigiana Albertina “Anna” Rocchi, ideato e diretto da Roberto Rocchi, scritto da Eleonora Paris, con Claudia Mosconi e Roberto Rocchi.
La vicenda si svolge in un antico Podere nella Tenuta Manodori di Roncolo di Quattro Castella, dove la piccola Anna viveva in una famiglia contadina al servizio dei Marchesi. L'intera storia si snoda attraverso i ricordi dei due personaggi (Anna e il fratello Adriano), che raccontano la loro giovinezza per rivivere un periodo prima gioioso, poi doloroso del loro passato e del passato della nostra terra. Una storia, quella vissuta dai protagonisti, che cambierà profondamente il loro approccio alla vita e tornerà come un eterno rumore di sottofondo anche negli anni futuri. L’avvento del fascismo, la guerra e la resistenza – che Anna ed Adriano hanno vissuto in prima persona – diventano quindi la cornice storica entro cui definire la vicenda di molti reggiani che hanno attraversato in un periodo storico così decisivo. Dalla scoperta dei diari di questa dolce e forte contadina ancora in vita, emerge un ritratto forse unico della vita in tempo di guerra: dalle piccole gioie quotidiane alle privazioni, dalle prime avvisaglie del pericolo al dramma della guerra in tutta la sua crudeltà. Il testo vuole scandagliare più la realtà di una famiglia reggiana in tempo di guerra che non la guerra stessa, utilizzando gli scritti di Albertina “Anna” Rocchi come uno spunto prezioso per indagare sulle scelte a volte difficili di uomini e donne chiamati a crescere troppo in fretta. Si narra attraverso il teatro una vicenda intensa, cadenzata dalle parole certo semplici ma altrettanto ricche di umanità della Rocchi, e proporre un nuovo punto di vista sul nostro passato. Un punto di vista che vede le famiglie e le persone “al centro” all’interno di un contesto storico conosciuto: le persone con le loro debolezze, i loro sogni, i loro destini. —
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