È Pasqua, tutto pronto per lo Scusìn
Quello che adesso è un gioco, un tempo era un modo per guadagnarsi del cibo. Ciro Corbelli: «C’era anche chi barava...»
Si potrebbe pensare che sia solo un gioco, un momento divertente e folcloristico che cade nel periodo della Pasqua. Ma dietro alla tradizione dello Scusìn, o “scoccino” o “coccino”, come viene identificato nelle borgate dell’Appennino, c’è molto di più: ci sono la storia e gli usi di un territorio, ma c’è anche una simbologia forte, quella dell’uovo, fin dai tempi precristiani icona di vita e di eterna rinascita.
BATTAGLIA DI UOVA
Ma cosa è lo Scusìn, e da dove nasce? È una “battaglia” di uova che si gioca ponendosi in cerchio, tra una decina di persone, oppure in sfide singole a tu per tu. Nella versione con più persone, quella che animerà il centro storico di Castelnovo Monti nel lungo weekend pasquale, il primo giocatore picchia il suo uovo sulla persona che ha di fianco. Se lo rompe lo vince e prosegue il giro, se invece l’altro uovo si dimostra più forte, il giro viene proseguito dal secondo giocatore, e così via. Per l’edizione di quest’anno, che inizierà domani, sono in fase di preparazione circa 7.000 uova.
IL RACCONTO
È la 40esima edizione del rinnovato gioco dello Scusìn in piazza Unità e via Franceschini. Rinnovato e riscoperto, perché nei tardi anni ’70 ormai quasi più nessuno ci giocava in paese. A raccontarlo è Ciro Corbelli, ancora oggi uno dei principali animatori dell’evento, con la collaborazione della sua famiglia e della locale Associazione Alpini. «All’inizio del ‘900, me lo raccontava mio padre, tutti i contadini a Pasqua facevano scusìn sul sagrato delle chiese. Era una sorta di “sfida tra i pollai” – racconta – ma in realtà era un modo per portare a casa qualche uovo in più. Era un periodo in cui il cibo non era abbondante come oggi, e vincere delle uova sode era un grande premio. Si conservavano e si mangiavano anche settimane dopo la Pasqua, non c’erano tante storie come oggi. Fin dopo la guerra questa tradizione è proseguita, ma invece che sul sagrato si faceva in piazza. Erano tempi diversi, bisogna pensare che tantissimi avevano dei pollai, e in centro a Castelnovo vedere le galline per strada era la cosa più normale del mondo».
Però in seguito, dagli anni ’60 e poi negli anni ‘70, la modernità, il benessere, il boom economico e anche l’abbondanza di cibo sembrano rendere superato lo scusìn, sia come modo per procurarsi qualche uovo, sia come retaggio di un passato che forse si voleva superare. «Non giocava quasi più nessuno – ricorda Ciro Corbelli – poi negli anni ’80 mia moglie Anna (storica titolare di un’enoteca in via Veneto, che tanti ricordano ancora con grande affetto, ndr) ha avuto l’idea di rilanciare la tradizione, con il mio aiuto e nei primi anni con quello di Ugo Viappiani». Il primo anno vennero preparate circa 200 uova colorate, e la gente rispose con entusiasmo. E da allora lo scusìn in centro storico non si è più fermato, «anche perché Anna addobbava il paese in modo molto folcloristico, e portava anche tanti animali da cortile che facevano molta atmosfera: galline, conigli, una volta anche delle capre, che però scapparono su per Monte Castello. Le ho dovute inseguire per tutto il giorno».
IL GIOCO OGGI
In tanti anni di gioco, Corbelli afferma che il clima è sempre stato molto bello e amichevole. «A volte c’è qualche discussione – dice – ma mai una vera lite. Anche perché a giocare a scusìn vengono persone di tutte le età, anche tanti bambini. Non solo di Castelnovo Monti, soprattutto dalle frazioni, e poi tantissime persone da Reggio e da Parma che arrivano a trovarci ogni anno». Niente liti dunque, ma una volta, quando si puntava a vincere le uova anche per fame, c’era chi barava: «C’era chi faceva i “peglott”, ovvero praticava piccolissimi fori sulle uova fresche, le svuotava e le riempiva di pece, per farle diventare durissime.
Quando si giocava in piazza, adocchiava quelli che sembravano più ingenui e sciocchi, così da fare man bassa di uova. Troppe vittorie però destavano sospetti, ci fu chi venne scoperto e... il trucco rivelato». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
