Gazzetta di Reggio

SCANDIANO 

Festivalove si arricchisce dell’ospite più ricercato Il primo giugno c’è Guccini

Adriano Arati
Festivalove si arricchisce dell’ospite più ricercato Il primo giugno c’è Guccini

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Amatissimo, citatissimo, oggi lontano e ancora più inseguito. Basta davvero il nome, per parlare di Francesco Guccini, nuovo ospite di gran lusso dell’edizione 2019 di Festivalove, la tradizionale tre giorni di musica e cultura in scena dal 31 maggio al 2 giugno nel centro di Scandiano.

In questi anni Festivalove è cresciuta come numeri e nomi coinvolti, nel 2019 arriveranno diversi protagonisti di punta della musica italiana, ma certo l’annuncio di Guccini è quello – anche a mezzo secolo abbondante dal suo debutto e nonostante il ritiro dai concerti – che genererà più attenzione.

Il 78enne cantante e scrittore modenese, originario dell’Appennino, di quella Pavana spesso citata, è spesso messo insieme a un’altra istituzione musicale locale, i Nomadi, per cui ha firmato classici su classici.

“Dio è morto”, “Il vecchio e il bambino” e “Auschwitz”, per restare ai più noti, sono incisi nella memoria collettiva di tutti gli appassionati.

Guccini sarà a Scandiano nel pomeriggio di sabato 1 giugno per un momento a ingresso gratuito. Alle 19 in piazza Fiume presenterà il suo ultimo libro, “Canzoni”, edito nel 2018 da Bompiani e realizzato in compagnia di Gabriella Fenocchio, filologa e studiosa di letteratura italiana del Novecento.

Una raccolta dei testi di cinquanta tra le sue canzoni più amate, accompagnate dalle riflessioni della Fenocchio.

La docente ha analizzato alcuni dei testi come se fossero vere e proprie poesie, con tanto di note a margine, commenti sullo stile, figure retoriche e alla fine un commento ragionato su ogni canzone.

Sul palco scandianese i due dialogheranno, in un’occasione decisamente rara per ascoltare dalla viva voce dell’autore dettagli su alcuni pezzi tanto amati quanto spesso difficili da decifrare in profondità.

L’incontro è già confermato, anche in caso di maltempo, con eventuale trasferimento al coperto al vicino Teatro Boiardo. L’occasione è ghiotta anche perché in questi ultimi anni Guccini non è molto presente in pubblico.

Dopo una vita passata a sfornare dischi e soprattutto a suonare dal vivo con la sua storica band, in questo decennio ha deciso di abbandonare la musica e i tour, dedicandosi solo alla scrittura e a occasionali presentazioni letterarie, appunto.

«Guccini non fa tantissimi incontri e siamo quindi molto contenti della sua partecipazione al festival, che testimonia anche come la manifestazione sia cresciuta in questi anni e sia oramai conosciuta ben oltre i confini provinciali allargando così i propri orizzonti», commenta soddisfatto l’assessore ai Saperi scandianese Alberto Pighini.

L’annuncio ha già generato una piccola mobilitazione, oltretutto multi-generazionale. Inevitabile, perché soprattutto in Emilia ogni famiglia è cresciuta con le canzoni di Guccini, interpretate con la sua inconfondibile erre o con la voce più stentorea di Augusto Daolio assieme ai Nomadi. «L’incontro con Guccini risveglierà sicuramente un passato nostalgico in molti, ma sarà anche l’occasione per conoscere da vicino il percorso di un artista che ha saputo sempre coinvolgere il pubblico ed essere coerente con se stesso, mantenendo al centro di tutta la sua attività artistica la scrittura come momento essenziale del componimento artistico», sottolinea Pighini. —



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