L’agenzia spaziale cinese lancia la sonda Kaiju 2 per raggiungere il buco nero
È il soggetto di “Rivoluzioni” di Francesco Jodice opera che nasce dalla committenza del Festival Fotografia Europea
Domani, 24 aprile, al cinema Rosebud, alle 21, si terrà la proiezione del film “Rivoluzioni” di Francesco Jodice, in mostra a Fotografia Europea ai Chiostri di San Pietro fino al 9 giugno. Francesco Jodice è originario di Napoli, dove è nato nel 1967. Ora vive a Milano. La sua ricerca artistica mira ad esplorare i mutamenti del paesaggio sociale contemporaneo, con un occhio di riguardo ai fenomeni di antropologia urbana. Il film, della durata di 25 minuti, nasce dalla committenza che l’anno scorso Fotografia Europea ha assegnato all’artista sul tema “Rivoluzioni. Ribellioni, cambiamenti, utopie”.
«Ho preso spunto da un saggio di Francis Fukuyama, “The end of history” – racconta Jodice – in cui scrive che il futuro è finito. Ho immaginato che l’agenzia spaziale cinese lanciasse segretamente la sonda Kaiju 2 per raggiungere il bordo di un buco nero e guardarci dentro. Questo video è ciò che la sonda ci ha restituito».
L’autore ha lavorato sull’idea di circolarità della storia, in un sapiente gioco di rimandi tra realtà e finzione cinematografica: «Ho costruito, con un montaggio alternato, tre filoni: la storia dell’universo, la storia dell’Occidente e la storia d’amore tra due personaggi. Per interpretarli ho scelto Boris Karloff, che per tutti è il volto di Frankenstein, e Louise Brooks, una grandissima icona del cinema muto». È infatti il cinema, secondo Jodice, il linguaggio che meglio di tutti è riuscito ad incarnare il secolo breve. Durante la serata verrà presentato anche “Atlante”, uno degli ultimi lavori dell’artista, realizzato nel 2015. Il film è incentrato sull’Atlante Farnese, la scultura del II secolo a.C. conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il Titano porta sulle spalle un globo che raffigura la volta celeste, probabilmente la prima e unica rappresentazione esistente delle costellazioni dell’astrofisico Ipparco da Nicea. Le immagini di Atlante sono alternate a filmati d’archivio sulla Prima guerra mondiale, la vita nella suburbia statunitense degli anni Cinquanta e le pubblicità americane degli anni Ottanta, mettendo a confronto paradigmi e contraddizioni del Novecento, innescando una riflessione sul declino dell’Occidente. L’autore ne discuterà con Walter Guadagnini. Ingresso libero. —
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