Gazzetta di Reggio

Bach in Cavallerizza con sei pianisti di razza e i Solisti Filarmonici

G.B.
 Bach in Cavallerizza con sei pianisti di razza e i Solisti Filarmonici

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REGGIO EMILIA. «In pochi mesi abbiamo esaurito l’integrale dei Concerti di Bach per tastiere e orchestra. Nell’agosto scorso abbiamo eseguito quelli multipli (tre doppi, due tripli, uno quadruplo) e questa sera alla Cavallerizza, eseguiremo i sei Concerti singoli». Così Marcello Mazzoni, nel presentare l’appuntamento clou di “Incontro alla musica” (di cui è direttore artistico) con sei pianisti differenti, tra i migliori del panorama italiano ciascuno dei quali questa sera, ore 21, sarà alle prese con un Concerto e precisamente: Concerto in re min. Bwv 1052 Marcello Mazzoni, Concerto in mi magg. Bwv 1053 Carlo Guaitoli, Concerto in re magg. Bwv 1054 Alberto Miodini, Concerto in la magg. Bwv 1055 Gianluca Luisi, Concerto in fa min. Bwv 1056, Concerto in sol min. Bwv 1058 Andrea Padova. «In un tempo record abbiamo eseguito dodici concerti in totale che spaziano dal vivaldiano quadruplo fino al magnifico Bwv 1052 in re minore, una delle vette drammaturgiche di Bach incredibilmente noto grazie al famoso video di Bernstein con Gould giovanissimo – puntualizza Mazzoni –. Tutti i concerti sono rarissimamente eseguiti, al punto che non sono stato in grado di reperire tracce di un’altra integrale del genere. Aggiungerei che i pianisti coinvolti oltre al sottoscritto sono due specialisti bachiani come Andrea Padova e Luisi (due premi Bach), Carlo Guaitoli (notissimo per la collaborazione con Battiato e per le presidenza del Concorso Casagrande) e Alberto Miodini (Trio di Parma). All’appello manca Maurizio Baglini che sarà presente nelle altre date (almeno quattro) della tournée in fase di definizione. La serata verrà registrata e, dopo il disco Decca dei concerti multipli, avremo un disco Warner dei singoli».

Ad accompagnare i sei pianisti sono I Solisti Filarmonici Italiani, un gruppo formati da eccellenti strumentisti guidati da Federico Guglielmo nelle vesti anche di violino concertatore. Sono rientrati da poco dalla Cina dove erano in tournée con Andrea Griminelli. «Alcuni di questi concerti, ad esempio il Bwv 1054 – spiega Mazzoni – avevano una destinazione per altri strumenti solistici o ad arco o a fiato che abbiamo eseguito. Per noi affrontarli adesso con il pianoforte interessa moltissimo per il tipo di lavoro che dobbiamo fare tenendo conto della diversa natura strumentale. Un’altra questione riguarda il fatto che il nostro gruppo è composto da musicisti che pur suonando strumenti moderni, manifestano uno specifico interesse per la prassi antica, quindi quando li studiamo, lo facciamo con un atteggiamento di ricerca, ad esempio delle timbriche pertinenti, cercando inoltre tessiture trasparenti per creare la filigrana orchestrale, curiamo al massimo grado il dettaglio, l’articolazione, leggiamo i trattati per riuscire ad andare il più possibile dentro la partitura». —

G.B.

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