Gazzetta di Reggio

«In questo libro c’è tanto della nonna e della mia infanzia»

Rebecca Poluzzi
«In questo libro c’è tanto della nonna e della mia infanzia»

“Domani sarà più buono” insegna anche a riciclare gli avanzi «Con il cibo rimasto si può raccontare una storia nuova» 

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Bruno Barbieri è stato messo in vetrina. Non solo con il suo nuovo libro del titolo “Domani sarà più buono” presentato mercoledì alla Libreria all’Arco, ma proprio letteralmente. Lasciati i fornelli per qualche ora, lo chef di origini bolognesi, rinomato per la sua cucina stellata e celebre per la serie MasterChef Italia e 4 Hotel, si è infatti prestato a un’originale intervista al di là del vetro, stupendo piacevolmente i passanti del centro storico. Numerosi coloro che non hanno resistito alla tentazione di fermarsi, scattare foto e salutare il grande cuoco. Edito da Mondadori e accompagnato dalle fotografie di Stefano Scatà, “Domani sarà più buono” segna il ritorno di Barbieri sulla scena editoriale dopo quattro anni d’assenza.

Qual è l’idea che ha ispirato questo progetto?

«Il libro nasce da lontano, da un’idea che ha molto a che fare con il mio passato, quello di una famiglia dove nulla veniva buttato, fusa con la sfida entusiasmante di dare una seconda vita ad un piatto. Il mio obiettivo è cercare di far capire alla gente che attraverso il cibo rimasto si può aprire un mondo nuovo, scrivere una storia diversa».

Nello specifico?

«Ti faccio un esempio: la lasagna. È un piatto cucinato sempre in abbondanza e può capitare che ne avanzi una porzione, ecco allora che si offre l’occasione per proiettarla nel mondo moderno. Come? Frulli tutto, aggiungi bianco d’uovo montato a neve, impani e metti tutto in uno stampino in forno. Ecco che si è fatto un meraviglioso sufflè di lasagne».

C’è molto della sua storia in questo libro. È così?

«Assolutamente sì, nel libro ripercorro le tappe fondamentali della mia vita e tra tutte, sicuramente la mia infanzia con un grande punto di riferimento per la mia carriera enogastronomica qual è stata mia nonna. Mi ha insegnato tantissime cose che al giorno d’oggi si sono perse».

Per esempio?

«La stagionalità del prodotto, interrogarmi sul perché della loro esistenza. Ad esempio, perché il momento adatto per mangiare i cetrioli è luglio e agosto? La ragione è il maggior apporto d’acqua di cui necessitiamo. Consumare le fragole a inizio estate e non a dicembre o raccogliere i fiori di zucchine al mattino presto rispetto altre fasi del giorno, sono forme di rispetto per il cibo e per sé stessi».

Questo è un tipo di cucina che va verso la sostenibilità. Quanto è importante oggi questa dimensione?

«Fondamentale è non buttare niente, in primis per il rispetto del cibo e delle persone che sono all'inizio della filiera. All'interno del libro racconto dei mercati, luoghi per me straordinari, perché nel momento in cui è terminata la vendita principale si apre un secondo mercato del riuso».

Affinché “Domani sarà più buono” quale crede sia la componente fondamentale?

«Cucinare è un vero e proprio atto d’amore, quindi non si può prescindere da passione, fantasia e divertimento. Questo ancora di più quando si tratta di creare qualcosa da un piatto che è già stato protagonista».

Qual è stata la sfida più grande nella realizzazione di questo libro?

« Raccontare una vera e propria storia: quella dell’incontro tra ricette del passato, invenzioni personali e piatti innovativi della contemporaneità. Non si è voluto dare delle semplici ricette, ma arricchirle di aneddoti e spunti per aprire la fantasia del cuoco-lettore, in modo che i piatti del giorno dopo fossero ancora più buoni. Certo, non troverete ulteriori accorgimenti per i dolci, quelli non rimangono mai». —



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