La band si chiama Notagitana ma le sue radici sono reggiane
Il gruppo ha appena pubblicato “Consecuensia” con 12 brani in spagnolo Dopo il debutto alla Polveriera ora sono in definizione le date della tournée
Tanti colori, tanti sapori, tante lingue miscelate insieme. È un disco che guarda al mondo intero, come da ispirazione dichiarata nel nome e nello stile, quello appena pubblicato dalla band reggiana dei Notagitana. Poche settimane fa la formazione ha dato alle stampe “Consecuencia”, una raccolta di dodici brani autografi cantanti in spagnolo, scelta come lingua universale per la rivisitazione contemporanea della patchanka. Il respiro dell’album è decisamente multiculturale ma le radici degli autori sono reggianissime. La formazione è formata da quattro ragazzi della nostra provincia, Salvi Defilippo alla voce e alla chitarra, Donato Federico Auricchio alla chitarra solista, Roberto Crotti alla batteria e Marco Cilloni al basso. Con loro tanti ospiti della scena locale e non solo, fra cui Gerardo Gianolio alla tromba, Ethan Bonini e Eoin Setti ai sassofoni, Salvatore Spennato alle percussioni e Paola Herbertson al violoncello. Le registrazioni sono state effettuate nello studio del gruppo e la parte finale di mixaggio e post-produzione è stata completata sempre a Reggio Emilia, al BlueBeet Studio.
Il debutto live è arrivato poche settimane fa alla Polveriera di via Terrachini e ora la formazione è impegnata nella definizione delle prossime date. Il 21 giugno i Notagitana saranno a Casalgrande, il 3 maggio invece suoneranno nel Modenese, in uno storico locale rock emiliano, lo Stones Cafè.
IL DISCO
E il disco? È una miscela divertente e intrigante di suoni latini e ritmi sincopati, dove le influenze della black music sono forti. Nota di merito, per la sezione ritmica e per gli arrangiamenti efficaci, sostenuti dai tanti strumenti reggiani coinvolti. La presenza della sezione fiati, in particolare, regala colori e dinamismo a tante canzoni, generando una sorta di effetto “inno” che spinge a cantare in coro. Le ispirazioni sono quelle classiche del genere, fra world music, rock, folk e la cosiddetta “patchanka”, ispirazione di generazioni di musicisti negli ultimi decenni. Il termine è un’invenzione di uno dei grandi maestri del genere, Manu Chao, coniato come sinonimo di confusione creativa ai tempi della Mano Negra, il gruppo con cui il cantante franco-spagnolo è diventato celebre. All’epoca era anche un omaggio ad altri grandi maestri della contaminazione e della ricerca di musiche “altre”, i Clash, partiti dal punk e approdati a misture di reggae, ska e dub.
IL PERCORSO
Una storia lunga che, ispirandosi proprio alla condivisione di generi, suoni ed esperienze, è cresciuta nel tempo prendendo sempre nuove strade. I Notagitana si inseriscono in questo cammino con un lavoro solido, anche a livello di produzione, che permette di guardare fuori dai confini. Una proposta di questo tipo, oltretutto cantata in una lingua sempre più internazionale come lo spagnolo, ha possibilità di farsi ascoltare e apprezzare non solo in Italia ma in un circuito continentale molto diffuso e molto radicato. La marcia è partita, le opportunità di sentire il disco sono diverse, a partire dalle principali piattaforme di streaming musicale e di acquisti online di musica, come iTunes, Spotify e derivati. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
