Gazzetta di Reggio

fatte dal clemente e comprate da scaruffi 

L’avventura delle due statue nate a Reggio e finite a Modena

Alberto Cadoppi

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Gasparo Scaruffi nacque a Reggio il 17 maggio 1519, e vi morì il 20 settembre 1584. Ricorrono in questi giorni, dunque, i 500 anni dalla sua nascita.

Oltre ad essere stato un ricco banchiere e un geniale economista, ebbe una grande passione per l’arte.

Fu fra l’altro committente di Lelio Orsi, ed ebbe strettissimi rapporti con Prospero Sogari Spani detto il Clemente, il massimo scultore reggiano della seconda metà del Cinquecento.

Chi oggi va a visitare il Palazzo Ducale di Modena, vedrà due grandi statue a destra e a sinistra del portale di ingresso, l’una rappresentante Ercole, l’altra Marco Emilio Lepido, entrambe opere magistrali del Clemente.

La storia di queste due statue, particolarmente travagliata, tocca da vicino il nostro Scaruffi. Egli si accordò fin dal 1565 con lo scultore suo amico per co-finanziare la realizzazione delle statue, allo scopo di venderle.

Il Clemente le finì attorno al 1568, e nel 1573 lo Scaruffi decise di acquistarle, per sistemarle nel proprio cortile, in un palazzo posto fra via Crispi e vicolo Trivelli.

Nel 1584, le statue si trovavano tuttavia ancora nel cortile della casa dello scultore, e solo nella primavera vennero spostate nel palazzo di Gasparo.

Nel giro di pochi mesi però, in quello stesso 1584, morirono prima il Clemente e poi lo Scaruffi.

Le statue furono poi collocate fuori dal palazzo Scaruffi oggi della Camera di Commercio, in via Crispi 3, in due nicchie ancora esistenti.

Poi, nel 1724, per lascito testamentario dell’ultima vedova Scaruffi, vennero trasportate a Modena per ornare il Palazzo Ducale, e Reggio Emilia perse quella straordinaria coppia di opere d’arte. —

Alberto Cadoppi

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