Gazzetta di Reggio

La rassegna 

“L’Orecchio del Sabato” parte da Alberto Arbizzi e dal suo pianoforte romantico

G.B.
“L’Orecchio del Sabato” parte da Alberto Arbizzi e dal suo pianoforte romantico

Domani (ore 16) all’Auditorium Masini la lezione concerto “provocatoria” con musiche  di Schubert, Schumann, Liszt e Chopin 

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REGGIO EMILIA. Come ogni anno, puntualmente da otto anni, parte “L'Orecchio del Sabato”, la più originale delle rassegne organizzate dall’Istituto musicale Peri, in particolare dalla biblioteca; si tratta di concerti accompagnati da analisi dei brani riflessioni per lo più caratterizzate da un taglio fresco e profondo al tempo stesso. Il titolo della nuova edizione che parte domani alle 16 all’Auditorium Masini, “Invito al molteplice”, cita un saggio di Armando Gentilucci del quale quest’anno ricorrono gli 80 anni dalla nascita e i 30 dalla morte.

Le origini

«Quando otto anni fa coniai l'etichetta “L’Orecchio del Sabto” – ci spiega la curatrice e responsabile della biblioteca Monica Boni – pensavo all’opportunità di connettere ricerca e produzione; di mettere in dialogo i discorsi che si possono fare intorno alla musica con il discorso della musica in un contesto, come la biblioteca, dove sono potenzialmente racchiusi entrambi».

L’eredità

E il modello per questo approccio trova lo spunto nell’operato e nel tipo di riflessione trasmessaci da Gentilucci. «Come è noto diresse per vent’anni il Peri, a partire dal 1969. Il 9 è un numero-chiave nella biografia di Gentilucci in quanto ricorre nei due estremi cronologici (1939-1989) e scandisce tappe importanti: al 1979 risale la prima edizione del citato saggio il cui titolo è “Oltre l'avanguardia. Un invito al molteplice”. Gentilucci era innanzitutto un compositore e i suoi discorsi sulla musica riflettono la consapevolezza di chi maneggia i suoni».

Il programma

Il programma di quest’anno propone incontri con compositori contemporanei di generazioni diverse, Carlo Forlivesi (1971), e Adriano Guarnieri (1947), che presenterà il video della sua opera su testo di Rilke e un racconto in musica di Giovanni Sollima (1962), violoncellista che compone "sullo strumento", eseguito da Luca Franzetti con allievi dell'Istituto. All’inizio e alla fine due lezioni-concerto dedicate rispettivamente alla tradizione romantica, tenuta da Alberto Arbizzi, e classica, tenuta da Franca Bacchelli.

«La prima lezione-concerto di domani (sabato ,ndr) vede protagonista Alberto Arbizzi con esecuzione al piano di musiche di Schubert, Schumann, Liszt e Chopin. Il titolo “Oltre la generazione romantica” è provocatorio. La musica concepita per gli intrattenimenti nei salotti dell’alta borghesia ottocentesca parla alla sensibilità dell’uomo contemporaneo con la stessa intensità di allora ma si appella a un immaginario popolato dall’incertezza che suscita l’odierna babele di linguaggi. L’appuntamento è stato anticipato alle 16, pensando all’incontro come apertura di un pomeriggio dedicato al pianoforte romantico, visto l’appuntamento con Baglini alle 18 in Cavallerizza con la seconda parte del progetto Schumann». —

G.B.

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