Gazzetta di Reggio

musica

Havoc & Lawn, dj reggiani conosciuti in tutto il mondo

Andrea Vaccari
Havoc & Lawn, dj reggiani conosciuti in tutto il mondo

Riccardo Mamoli e Simone Prati hanno portato il progetto “Habitat” all’Italghisa  e ora sono pronti a sbarcare a giugno al prestigioso Nameless Music Festival 

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REGGIO EMILIA. Havoc & Lawn, il duo reggiano composto da Riccardo Mamoli e Simone Prati, sono pronti a sbarcare in giugno al Nameless Music Festival, festival di musica elettronica e non solo che si svolge a Barzio, in provincia di Lecco. Il loro progetto musicale è nato nel 2015 e ha visto il 2017 come anno della svolta, con il singolo “Jackin”. Questo brano, oltre ad aver permesso al duo di farsi conoscere e supportare da alcuni mostri sacri come Bob Sinclair, David Guetta, Martin Garrix e Benny Benassi, è stato il brano più venduto in quell’anno dall’etichetta Sosumi. Havoc & Lawn hanno da poco concluso l’esperienza di dj resident di Habitat, ciclo di serate all’Italghisa.

Come nasce l’idea di fare musica insieme?

«L’amore per la musica – spiega Riccardo, Havoc – ha sempre caratterizzato entrambi, fin da quando eravamo piccoli. Nella mia famiglia c’è sempre stata questa grande passione, trasmessa a tutti i nipoti da mio nonno, come al mio omonimo Riccardo Mamoli, jazzista. Ho iniziato a studiare più strumenti, fino a quando a scuola ho conosciuto Simone. Mi ha iniziato a un mondo del quale non sapevo molto, e sin da subito mi sono posto l’obiettivo di portare la mia musica in giro per il mondo». “L’idea di creare il progetto Havoc & Lawn – aggiunge Simone, Lawn – è nata proprio dal fatto che stavamo lavorando su due sfumature diverse nello stesso campo: se da una parte, Riccardo aveva fin da piccolo intrapreso un percorso più musicale, io mi ero buttato immediatamente sul lato tecnico. È stato chiaro fin da subito che unire le forze avrebbe potuto portare ottimi risultati e il duro lavoro direi che sta dando i suoi frutti».

Come definireste il vostro percorso artistico finora?

«Ci siamo tolti tante soddisfazioni, come il tour in Brasile e le varie date in Italia e in Europa. Vedere la nostra musica pubblicata dalle migliori etichette della scena dance e ricevere il supporto da tantissimi big ci spinge a dare il massimo e a fissarci traguardi sempre più ambiziosi. Il nostro stile oggi è più maturo e incentrato su sonorità underground: stiamo andando verso un sound house/tech house, che ora ci rappresenta di più. Ci piace sempre sperimentare: in occasione delle ultime session avvenute negli studi di Ultra Music a Londra, abbiamo avuto l’occasione di poter lavorare anche con cantanti provenienti da generi differenti».

Parliamo di Habitat, la serata in cui siete stati dj resident e che si svolge all’Italghisa. Cosa vi ha spinto a ideare e lanciare questo progetto che ha animato il weekend reggiano?

«Dato che oltre ad essere produttori, siamo anche dj, portare il nostro sound nella nostra città è qualcosa a cui pensavamo da tempo. Ci siamo esibiti altre volte qui a Reggio, ma avere una propria serata, è sicuramente diverso. Per questo abbiamo unito le forze insieme ai nostri colleghi e amici. Per quanto riguarda la pausa estiva possiamo dire che porteremo qualcosa che qui a Reggio non si è visto prima, valorizzando i posti più belli della nostra provincia».

L’8 giugno sarete al “Nameless Music Festival” per il secondo anno consecutivo.

«Siamo davvero contenti di poter far parte ancora del festival più importante d’Italia. Consigliamo a chiunque, almeno una volta, di provare questa esperienza, sia per la qualità della musica che per la location mozzafiato». —


 

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