Gazzetta di Reggio

Arrivano gli angeli della poesia del liceo Moro per proteggere al tramonto la città

Chiara Cabassa
Arrivano gli angeli della poesia del liceo Moro per proteggere al tramonto la città

Centinaia di studenti del liceo scientifico Moro venerdì sera (17 maggio) scendono in centro storico per regalare versi e rime ai commercianti ma anche al popolo della notte in piazza Fontanesi  

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REGGIO EMILIA. Al tramonto, centinaia di angeli custodi scendono su Reggio Emilia, si fermano nei negozi, nei bar, nelle piazze e offrono la loro custodia. Recitano brevi versi, semplici immagini soffiate via dai libri che hanno amato e pretendono così di preservare la città dalle sue paure. Come le guardie della vigilanza notturna, lasciano un segno del loro passaggio: una cartolina da incollare sulle vetrine, sulle pietre, sui muri.

Tutto questo accadrà domani sera, dalle 19 alle 20, in centro storico, come momento del tutto inedito ma assolutamente sulla stessa lunghezza d’onda di Reggio Narra che nel week end accenderà la città con narratori professionisti, compagnie teatrali e genitori raccontastorie che porteranno morbide e lucenti trame nelle piazze, nei musei, nelle strade e in biblioteca.

Ma la novità di domani sera saranno loro, gli angeli della poesia, arrivati direttamente dal liceo scientifico Moro o meglio dalla Città del Lettore che da martedì a venerdì prossimi tornerà per il terzo anno consecutivo, sotto l’orchestrazione inimitabile del professor Daniele Castellari e la partecipazione entusiasta di 300 studenti, a trasformare all’ora del tramonto gli spazi del liceo in una città. Ma non in una qualsiasi città.

Nella città dove attraverso la metafora della lettura i turisti (non quelli per caso) potranno vagare attraverso le emozioni che solo una lettura condivisa può suscitare. Ecco allora che la pacifica invasione degli angeli della poesia, nel primo dei tre giorni di Reggio Narra, vuole essere anche una sorta di preview della Città del Lettore se non un invito a seguire questi e altri angeli in quella magica Città che ogni anno ci dimostra come l’utopia possa, anche solo per un attimo, spogliarsi della sua illusorietà.

Tornando alla performance di domani, nessun dubbio sul come potere riconoscere questi angeli in t-shirt. A “controllare” il centro, a partire da bar ed esercizi commerciali, saranno venti squadre composte ognuna da una media di otto studenti. Per un totale di 170 angeli tutti riconoscibili dalla maglietta della Città del Lettore e da una bandana bianca. Ognuna delle squadre, si preoccuperà di mettere sotto la propria protezione un esercizio della città con un’arma insolita, quella della poesia.

E mentre sei componenti della squadra resteranno davanti al negozio come vere e proprie guardie giurate, due ragazzi entreranno e proporranno di assicurare la propria protezione attraverso la lettura di una poesia, scelta naturalmente dagli stessi studenti. Si va da “I ragazzi che si amano” e “Tre fiammiferi accesi” di Prévert a “La mia sera” di Pascoli, da “Bacio che sopporti il peso” di Alda Merini a “La rosa bianca” di Bertolucci attraverso “Alla sera” di Foscolo e “Alla vita” di Nazim Hikmet.

In cambio, per l’appunto, la protezione del luogo invaso dai versi recitati e una cartolina che starà a testimoniare il passaggio degli angeli. Che alle 20, quando si abbasseranno le serrande dei negozi, si trasferiranno in piazza Fontanesi, il luogo della movida reggiana. E qui, a ricevere la proposta di protezione e, se accettata, la lettura di una poesia, sarà proprio il popolo della notte.

Non solo aperitivi e chiacchiere, quindi, ma anche qualche verso poetico recitato da angeli in borgheseza ali a rendere la piazza più suggestiva di Reggio ancora più magica e i protagonisti della movida scossi da provocazioni inaspettate.

Gli angeli che scenderanno domani sera nelle piazze mischiandosi ai comuni mortali possono essere considerati l’evoluzione degli spacciatori (di poesia) che ormai sono vecchie conoscenze per chi, ancora prima dell’esordio della Città del Lettore, hanno frequentato (non necessariamente da studenti) il Moro e le sue attività extrascolastiche ma neanche troppo. Loro, gli spacciatori, ti allungavano bustine con un’ammiccante polverina bianca: dentro, segnalibri poetici. Personalmente, conservo ancora una dose di Bukowski e una seconda di Baudelaire. Gli “spacciatori”, grazie al loro impegno di lunga data, si sono evidentemente meritati le ali.

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