Rob Mazurek all’Asioli sul palco di Correggio Jazz
Il trombettista, una figura iconica della free music statunitense, questa sera in concerto nelle vesti del vate di un’avanguardia primordiale
CORREGGIO. Una figura iconica della free music statunitense, il trombettista Rob Mazurek, sarà al centro del terzo concerto di Crossroads, il festival itinerante organizzato da Jazz Network e dall’assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna. Questa sera (ore 21) al teatro Asioli, Mazurek sarà in compagnia di Pasquale Mirra (vibrafono), Fabrizio Puglisi (pianoforte), Danilo Gallo (basso elettrico) e Cristiano Calcagnile (batteria, percussioni). Il concerto è realizzato in collaborazione con il Comune di Correggio nell’ambito di Correggio Jazz. Biglietti: prezzo unico euro 12; ridotto under 30 euro 8 (solo in biglietteria, la sera del concerto).
A sentirlo suonare oggi sembra quasi impossibile, ma Rob Mazurek (nato a Jersey City nel 1966) è cresciuto a suon di hard bop. Nei suoi primi dischi lo si può ad esempio ascoltare al fianco di Eric Alexander.
La svolta
Il punto di svolta, nel 1996, fu la creazione nella città in cui si era trasferito sin da giovanissimo del Chicago Underground: un appuntamento fisso in stile jam session che presto attirò musicisti destinati a riunirsi nella Chicago Underground Orchestra, poi trasformatasi nel flessibile organico del Chicago Underground Collective. Coinvolgendo artisti che ruotano attorno alla chicagoana Aacm, Mazurek sconfina così ben al di là della frontiera del mainstream.
In Brasile
Trasferitosi in Brasile, Mazurek ha creato poi, con lo stesso spirito, i São Paulo Underground. Proiettati immediatamente sulla scena internazionale con la loro affascinante miscela di “rumori cosmici”, ritmi brasiliani, particelle di rock e free jazz, i São Paulo Underground si sono ibridati coi musicisti del giro chicagoano di Mazurek, creando una musica sciamanica, un policromo affresco di manipolazioni sonore tribali.
Avanguardia
Ora eccolo nelle vesti di vate di un’avanguardia dalle sonorità primordiali, i ritmi incalzanti, le atmosfere vibranti d’energia, alla testa di una formazione che lo pone al fianco di un manipolo dei più avanzati improvvisatori italiani. —
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