Gazzetta di Reggio

castelnovo monti 

La band folk-rock “Lassociazione” torna sul palco dopo cinque anni

Adriano Arati
La band folk-rock “Lassociazione” torna sul palco dopo cinque anni

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CASTELNOVO MONTI. Una lunga attesa ripagata da oltre trecento grazie. Si è andati oltre al tutto esaurito, per il concerto de Lassociazione a Castelnovo Monti.

La band folk-rock nata nella montagna reggiana una decina d’anni fa ha presentato l’ultimo album “Möi” in un teatro Bismantova strapieno in ogni posto. E diverse persone hanno dovuto attendere sino all’ultimo nella speranza di un biglietto superstite. Non era un’esibizione normale, perché è il primo segnale ufficiale de Lassociazione a circa cinque anni dagli ultimi lavori.

Una lunga pausa segnata da riflessioni sul proprio futuro e da lutti personali che hanno segnato i due fondatori della band, l’autore dei testi Giorgio Riccardo Galassi e il compositore, cantante e chitarrista Marco Mattia Cilloni. Dolori che emergono diverse volte nei brani, in particolare in una canzone dedicata ai loro due padri scomparsi. Ora Lassociazione è tornata con la terza colonna, il batterista Gigi Cavalli Cocchi, pronta a raccontare nuove storie mischiando come sempre rock, folk, blues e unendo insieme italiano e dialetto montanaro.

Il pubblico di casa ha dato parere positivo al disco, applaudendo ripetutamente le dieci nuove composizioni suonate quasi in maniera consecutiva, intervallate qui e là da alcuni dei classici della band.

Un bel concerto, intenso, grazie alla potenza sonora della band trainata dal sempre impeccabile Cavalli Cocchi, macchina ritmica tanto affidabile quanto brava a dare “colori” diversi a ogni momento. Con lui Cilloni e Galassi hanno suonato il violinista Filippo Chieli, il tastierista Gianfranco Fornaciari, il chitarrista Erik Montanari, il trombettista Massimo Guidetti e il bassista Nicolas De Francesco. In tante novità, gli applausi più forti sono andati ai due classici di chiusura, “Filastrocca del Crinale” e soprattutto “Santa Maria”, con metà teatro in piedi. —

Adriano Arati

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