I Rio escono con “Buona Vita” «È un ritorno alle origini»
Fabio Mora, voce della band reggiana, parla dell’album da oggi nei negozi «Dopo 17 anni di musica l’energia non ci manca ma siamo più consapevoli»
REGGIO EMILIA. A quindici anni dal primo album “Mariachi Hotel”, i Rio escono con un nuovo disco che vuole essere un po’ un augurio – si chiama “Buona Vita” – e vuole recuperare la “veracità” della musica emiliana. Abbiamo recuperato le nostre radici: è un disco vero, sanguigno, all’insegna del rock emiliano, tipico di qualche anno fa. A dirlo è Fabio Mora, voce della band reggiana, che da 17 anni si esibisce su e giù dai palchi. Il 10 maggio è uscito il nuovo singolo, che dà il nome all’intero disco, che esce oggi».
“Buona vita”, un titolo curioso. Vuole essere un augurio e un regalo ai vostri fan?
«Strano che incuriosisca, dovrebbe essere normale augurare il buon giorno e buona vita alle persone. Dopo tanti anni di musica, siamo voluti tornare con la nostra positività per augurarla anche agli altri. Nella copertina c’è anche il sole, un simbolo che ci portiamo dietro da sempre. È il settimo disco che realizziamo in studio: ci sembrava bello uscire ancora con un’ondata di positività. In giro C’è molta malinconia».
A cosa vi siete ispirati per realizzare questo disco?
«È nato naturalmente. Ci siamo trovati a settembre 2018 ma non eravamo proprio nell’ottica di fare un nuovo disco. La fruizione della musica è infatti cambiata tanto: i dischi ormai si fanno più per passione o velleità artistica, adesso la musica viene ascoltata dai giovani soprattutto in streaming. Difficilmente si compra un disco. Eravamo subito un po’ restii a chiuderci in studio. Poi a febbraio di quest’anno ci siamo trovati con una manciata di canzoni e le nuove emozioni hanno avuto la meglio. Il titolo è nato prima del disco: potrebbe sembrare un titolo banale ma è nato tanto spontaneamente che abbiamo deciso di tenerlo».
Il disco è anticipato da un singolo. Come sta andando?
«Molto bene. Rappresenta un nostro ritorno alle origini per quel che riguarda le sonorità. Quindi anche chi ci aveva un attimo “parcheggiato” per le divagazioni musicali che abbiamo fatto in questi anni, ci ha scritto perché abbiamo recuperato le nostre origini. Questo sta piacendo. Per quel che riguarda l’intero disco, è stato composto in studio e le canzoni sono nate in maniera diretta: chitarra e voce. L’abbiamo fatto ascoltare in anteprima a una sessantina di fan, è stato apprezzato».
Sono passati 15 anni dal primo album. Quanto sono cambiati i Rio?
«Una volta eravamo mossi più da una passione che ci portava a lavorare di getto. Dopo 17 anni di musica abbiamo però ancora tanta energia da spendere per fare canzoni semplici e dirette, ma lo facciamo più consapevolmente. Umanamente siamo cresciuti e si nota anche nei testi».
Tour in vista? Date reggiane?
«Ci sarà un tour. Ora siamo impegnati nella promozione del singolo, poi ci concentreremo sul disco. E il tour partirà. Al momento possiamo dire che il 16 giugno saremo alla Festa della birra a Reggiolo. Speriamo ci porti bene. In Emilia siamo semprei ben voluti». —
Cristina Fabbri
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