Gazzetta di Reggio

L’Orecchio del sabato all’Istituto Peri 

La parola ad Adriano Guarnieri compositore contemporaneo «Così indago dentro l’uomo»

Giulia Bassi
La parola ad Adriano Guarnieri compositore contemporaneo «Così indago dentro l’uomo»

Domani alla biblioteca Gentilucci si dialoga sull’uscita in Dvd dell’opera “Infinita tenebra di luce”

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Ai tempi di Gentilucci, Adriano Guarnieri – nato in provincia di Mantova 71 anni fa – uno dei più grandi compositori italiani (irreprensibile per rigore, coerenza stilistica, una sensibilità che esula il fattore musicale e non ultimo una innata modestia) frequentava l’Istituto Musicale Peri. E sabato vi farà ritorno come ospite nell’ambito dell’Orecchio del Sabato dove alle ore 17, alla biblioteca Armando Gentilucci, dialogherà con Francesca Magnani a proposito dell’uscita del dvd della sua opera “Infinita tenebra di luce” ispirata a un verso di una poesia di Rilke ma anche a “L’angelo necessario” di Massimo Cacciari e del cd “L’Amor che move il sole e l’altre stelle”, commissionata nel 2015 da Ravenna Festival per il 750° anniversario della nascita di Dante.

L’Incontro

All’incontro, con ascolti e visioni dalle due opere, prenderà parte anche l’attrice Laura Pazzaglia che interpreterà alcuni passi dall’ultimo canto del Paradiso di Dante intonati nella composizione di Guarnieri “Amor che move il sole e l’altre stelle” e proporrà un omaggio al poeta Rainer Maria Rilke, da cui il compositore ha tratto i testi per la recentissima “Infinita tenebra di luce”.

Le opere

Sono dodici le opere composte da Guarnieri che per la prima, “Trionfo della notte”, su testo di Pasolini, eseguita a Bologna per il decennale della morte del poeta e regista, vinse il premio Abbiati (miglior compositore dell'anno), come pure Medea del 2002, con la figura della madre assassina interpretata da Antonella Ruggiero. Fu la prima opera con regia- video, realizzata a Venezia all'interno del cantiere del teatro della Fenice bruciato.

La testimonianza

«Le opere, secondo il mio stile – ci racconta Adriano Guarnieri – non sono narrative, i personaggi vi appaiono come dei simboli; in quella ispirata a Dante si allude ad elementi e strumenti musicali (come le trombe) al numero sette. Non vi si racconta alcuna storia e ha un incedere statico, un carattere volutamente mistico nel senso laico del termine. I versi della Commedia sono impegnativi, non si piegano facilmente. Qui ho adottato una scrittura più polifonica cercando di intramezzare le parole dando loro un significato immaginifico visionario del contenuto dantesco»

Coerenza

Anche l’opera “Infinita tenebra di luce. L’Angelo necessario” non ha narrazione, non c’è una vicenda, sottolinea Guarnieri. E a proposito della sua coerenza stilistica: «Tutte le mie 12 opere, la cui forma è quella delle cantate sceniche, cercano di indagare dentro all’uomo, spingendosi nel fondo della sua anima. Compaiono gli incubi, i sogni le visioni. Dal racconto traggo alcune parole che poi adatto alla mia linea lirica per creare una musica plastica, sinuosa fatta di suggestioni, onomatopee, volume tonali; il canto esiste in quanto suono come se fosse un unicum e con il live elettronico creo un’armonia spaziale, una musica che si espande nello spazio! Infondo a tutto questo, un senso c’è che va contro la mercificazione della società». A margine del racconto delle sue opere e della sua cifra stilistica, Guarnieri sottolinea la gioia di trovarsi ancora una volta domani al Peri, considerata la sua “casa affettiva” e in particolare nella biblioteca Gentilucci, «ricca, fornita e… ospitale». —





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