Gazzetta di Reggio

Danza 

Stefania Figliossi sul palco con Roberto Bolle «Una persona squisita e un partner perfetto»

Giulia Bassi
Stefania Figliossi sul palco con Roberto Bolle «Una persona squisita e un partner perfetto»

L’ex danzatrice di Aterballetto sul palco del Teatro Arcimboldi a Milano con il passo a due “Cantata” di Mauro Bigonzetti

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Quando fino a qualche anno fa danzava in Aterballetto, tutti conoscevano Stefania Figliossi. Si distingueva per la particolare bravura, ma anche per la grazia, la simpatia e l’umiltà. In questi giorni la danzatrice piacentina ma reggiana d’adozione, è salita alla ribalta in quanto fa parte nello spettacolo “Roberto Bolle and Friends” al Teatro Arcimboldi di Milano dove con il grande danzatore è impegnata in una passo a due da “Cantata” pièce tra le più note di Mauro Bigonzetti che in passato abbiamo più volte apprezzato.

Stefania, come è stata contattata?

«Roberto era deciso a voler inserire questo splendido passo a due nel suo programma, “Roberto Bolle and Friends” e così parlando con il coreografo Mauro Bigonzetti, ha chiesto di me. “Cantata” è un balletto che mi sta particolarmente a cuore, nonostante lo abbia affrontato centinaia di volte mi regala emozioni continue e tornare in scena dopo tanto tempo, proprio con questo passo a due, mi ha fatto rivivere emozioni indicibili»

Questo passo a due perché è speciale?

«Richiede molta espressività, è ricco di prese e lift (sollevamento della ballerina da parte del partner) complicati, per i quali bisogna essere totalmente in sintonia. Per fortuna con Roberto ho trovato subito un buon feeling».

E a Mauro Bigonzetti cosa vi ha detto a proposito di Cantata?

«Ha saputo creare con noi ballerini un feeling a livello umano, tale da ottenere in sala un’atmosfera che li ha portati a dare il massimo i anche di più. Purtroppo non è riuscito ad essere presente per gli spettacoli, dati i suoi vari impegni, però so che ha ricevuto chiamate di congratulazioni».

E gli anni passati in Aterballetto?

«Sono arrivata in Aterballetto che avevo solo 22 anni, venivo da una compagnia prettamente classica, “English National Ballet”, la prima cosa che mi ha colpito è stato vedere questi ballerini che fondevano una forte tecnica classica associata ad un movimento fluido ed intenso, rendendo le coreografie di Mauro Bigonzetti assolutamente uniche. Il lavoro di Bigonzetti mi ha fatto crescere anche come persona, facendomi acquisire sicurezza in me stessa».

Come ti sei trovata con Roberto Bolle?

«È la prima volta che mi sono trovata in sala a provare con lui, e devo dire che è davvero un grande professionista. A livello tecnico mi sono sentita subito in sintonia, perché è un partner perfetto. Abbiamo lavorato con gran serenità, ascoltando le esigenze di entrambi. Posso dire inoltre che è una persona squisita poiché nonostante la sua notorietà, ti mette subito a tuo agio, ed è ammirevole la sua disponibilità».

Qual è stata la reazione del pubblico al vostro passo a due?

«Abbiamo avuto un fantastico riscontro, non mi aspettavo un pubblico così caloroso e generoso. La soddisfazione sapere di poter emozionare ogni volta una platea di 2.000 persone è pazzesca.

Dopo aver finito il lavoro con Aterballetto, cos’ha fatto?

«Dal 2010, sono diventata free lance partecipando a innumerevoli galà di danza nel mondo e collaborato con varie compagnie. Inoltre insegno in corsi di formazione, e in scuole di danza. Ultimamente ho intrapreso una delle carriere più difficili, che mi ha particolarmente provato ma anche arricchito: quella di mamma del piccolo Bryan». —





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