Domenica viene rievocata la “battaglia della nebbia” avvenuta sulle colline nel 1092
Lo scontro fu vinto dall’esercito di Matilde contro quello di Enrico IV, che fu costretto a ritirarsi e venne soprannominato “Perdicause”
QUATTRO CASTELLA. L’edizione 2019 del Corteo Matildico aggiunge una nuova rievocazione a quelle classiche. Dalle 18, dopo la sfilata e prima dell’ultimo atto, si potrà assistere infatti alla ricostruzione teatrale della “battaglia della nebbia”, avvenuta nel 1092 fra le truppe della Grancontessa e quelle dell’imperatore Enrico IV sulle colline tra Quattro Castella e Canossa. In realtà non si tratta di una novità assoluta: l’associazione sbandieratori e musici Maestà della Battaglia – che dall’episodio prende il nome – già nel 2010 aveva proposto una prima suggestiva interpretazione teatrale nel sabato sera del Corteo matildico. Quest’anno la “battaglia della nebbia” viene riproposta, peraltro con un differente allestimento, nel pomeriggio della domenica.
Siamo nell’ottobre del 1092, l’imperatore Enrico IV e le sue truppe sono impegnati in Emilia in una delle tante campagne italiane che animarono il perenne conflitto fra papato e impero in quel periodo, nella cosiddetta lotta per le investiture. L’obiettivo di Enrico IV era arrivare a prendere la rocca di Canossa, primo simbolo del potere della rivale Matilde. Si mette in marcia e a San Polo decide di cercare l’aggiramento, evitando il percorso sull’Enza. Matilde, informata dell’approssimarsi delle milizie tedesche, parte a propria volta da Canossa per andare a intercettare il rivale. Nessuna delle due parti pensava però che l’avversario fosse già così vicino.
Il primo contatto arriva quando Matilde si trova sul monte Giumigna, vicino al borgo di Sedignano, e le truppe imperiali sul colle di Lintergnano. A quel punto le forze canusine si dividono: una parte raggiunge il castello fortificato del Bianello e un’altra torna verso Canossa, per non lasciare sguarnito il presidio principale. Poco prima che la battaglia vera e propria inizi, la grande e decisiva novità: la limpida giornata autunnale lascia il posto a una nebbia densissima. Un vantaggio per i militi di Matilde, che conoscono a menadito il territorio e sfruttano ogni salita e ogni avvallamento per attaccare i nemici con le frecce e indebolirli. Il contingente teutonico sbanda durante lo scontro, un solo canossiano cade mentre i tedeschi devono abbandonare anche il gonfalone imperiale, poi portato in trionfo nel tempio di sant’Apollonio, dentro la rocca di Canossa. Durante la ritirata, la seconda fase della battaglia: un’altra vittoria matildica avvenuta nella zona di Bergonzano. Lì, a poche centinaia di metri, ora sorge il santuario della Madonna della Battaglia, eretta proprio per ricordare quella vittoria di Matilde, decisiva per l’evolversi della storia europea di quel periodo. Enrico IV decise infatti di abbandonare ogni proposito e salì a Nord varcando il Po. Per l’imperatore fu un colpo durissimo, rinforzato simbolicamente dalla perdita del vessillo, e dopo quel momento dovette rassegnarsi al soprannome di “Perdicause”. —
Adr.Ar.
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