Gazzetta di Reggio

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Dal teatro Valli a San Domenico oggi sarà serata di quartetti

Giulia Bassi
Dal teatro Valli a San Domenico oggi sarà serata di quartetti

Alle 21 nella Sala degli Specchi suonerà il Quartetto di Cremona mentre prima di loro alle 19 nei Chiostri sarà il turno del Quartetto Cesar Franck

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Entusiasmo, passione e impegno. Questo comunicano i musicisti del Quartetto di Cremona (Cristiano Gualco primo violino, Paolo Andreoli secondo violino, Simone Gramaglia viola e Giovanni Scaglione violoncello) gruppo cameristico oramai storico, impegnato sia dal punto di vista concertistico che didattico all’Accademia Stauffer.

Proprio loro sono, per il progetto “Casa del Quartetto” della Fondazione I Teatri, uno dei due quartetti docenti e questa sera, alle 21, saranno protagonisti nel concerto alla Sala degli Specchi. Prima di loro, alle 19 nei Chiostri di San Domenico, suonerà il quartetto Cesar Franck, che si è formato nel 2013 dall’incontro di quattro giovani strumentisti catanesi: Marco Mazzamuto e Niccolò Musmeci (violino), Lorenzo Lombardo (viola) e Bruno Crinò (violoncello).

«L’iniziativa è bella! Ancora una volta Reggio si mostra importante per il quartetto d’archi, tenendo viva la sua storia – commenta Gramaglia, viola del Quartetto di Cremona – è il massimo poter lavorare in questo magnifico spazio per i ragazzi, avendo a disposizione tutto il teatro. Chi organizza non è da meno: il direttore Paolo Cantù e Marina Basso hanno disposto tutto a meraviglia e sono rimasto stupito anche dalla bellezza della nuova brochure del prossimo Concorso Borciani. Si mostra efficace anche la formula adottata da Francesco Filidei, che dà la possibilità a quattro giovani quartetti di essere eseguiti per due settimane: un sostegno vero e senza alcuna spesa per loro».

Gramaglia riflette anche sul repertorio e le musiche che si ascoltano nei concerti, sottolineando l’efficacia di combinare repertorio classico e contemporaneo. «La musica è specchio di quello che noi viviamo e nella nostra epoca, in cui l’arte è oggetto di sperimentazioni, il quartetto è un genere che nella sua storia è stato utilizzato in questo da parte di tutti i musicisti».

A proposito dei quartetti giovani, prosegue la viola, «devo dire che il livello è molto alto. Due di loro provengono dalla nostra Accademia Stauffer e non possiamo che esserne orgogliosi. Tra essi mi sento di menzionare il Quartetto Franck, i cui elementi che provengono da Catania, sono talentuosi e pieni di vitalità. Stasera suonano prima di noi ai Chiostri di san Domenico».

A proposito del concerto di stasera, Gramaglia sottolinea che potrebbe essere intitolato “omaggio a Vienna”. «Indubbiamente è un programma tradizionale – spiega – partiamo con Webern, allievo di Schoenberg, brano dal pathos incredibile. Per chi non l’ha mai ascoltato, è stupefacente. A seguire il quartetto mozartiano “Le dissonanze”, un’opera visionaria che all’epoca destò non pochi scalpori ma fu un grande segnale per la musica. Nella seconda parte eseguiremo l’op. 59 n.2 di Beethoven, altro lavoro in cui si sperimenta: le linee lunghe, che anticipano il romanticismo, e un Adagio che si ispira alle stelle».

Con orgoglio Gramaglia racconta degli ultimi successi del Quartetto di Cremona, che l’anno prossimo compirà vent’anni: «Non sono pochi, siamo riusciti ad andare avanti bene. Siamo l’unico quartetto italiano ad aver suonato i quattro strumenti Stradivari di Paganini, tra i programmi abbiamo eseguito l’integrale di Beethoven e prossimamente ci cimenteremo con l’Arte della Fuga di Bach usando le parte reali».

Quando sono a Reggio, conclude il musicista, «la nostra soddisfazione si unisce al ricordo nei confronti di Guido Borciani che ha creduto subito in noi, organizzandoci un concerto, oramai diversi anni fa alla Sala del Tricolore. Ci sentiamo legati al Quartetto Italiano: a Piero Farulli e ad Elisa Pegreffi, e siamo orgogliosi di portare avanti in Italia la tradizione del quartettismo. In questi giorni a Reggio il nostro pensiero in tal senso è ancora più forte». —



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