Gazzetta di Reggio

L’evoluzione del ruolo della fanciullezza nelle foto storiche dei bambini reggiani

Cristina Fabbri
L’evoluzione del ruolo della fanciullezza nelle foto storiche dei bambini reggiani

Visita guidata alla terza sezione della mostra della biblioteca Panizzi La svolta quando la figura della madre assume un ruolo centrale 

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Nel corso del tempo l’infanzia e la fanciullezza hanno assunto un ruolo e un riconoscimento molto diversi, all’interno del contesto familiare e del mondo adulto in generale, anche a seconda del contesto socio-economico di appartenenza. Questo si nota non solo dai racconti orali e dalle fonti scritte, ma anche dalle fotografie.

A delineare e analizzare meglio questo cambiamento, ci aiutano gli scatti che la Fototeca della Panizzi ha messo in mostra, fino a fine settembre, al piano terra della biblioteca. Possiamo scoprire molto dell’infanzia reggiana tra ‘800 e ‘900: ci sono bambini a scuola, in posa, davanti all’obiettivo, divisi in classi maschili o femminili; oppure ci sono bambini che lavorano nei campi insieme al resto della loro famiglia. Ci sono altri scatti che riguardano i momenti ludici: c’è chi è in posa con un giocattolo e chi è in colonia sulle nostre montagne o sul Po, c’è pure il negozio di giocattoli Bazar Vampa, un punto di riferimento negli anni ‘60. Alcuni bambini sono vestiti di tutto punto, per altri invece la miseria si vede già dagli sguardi. Monica Leoni ed Elisabeth Sciarretta, due delle tre curatrici della mostra “Famiglie. Un mondo di relazioni. I fondi fotografici delle famiglie in Biblioteca Panizzi”, organizzano due visite guidate alla mostra nelle serate dei mercoledì rosa, il 19 giugno e il 3 luglio alle 21, per raccontarvi numerosi aneddoti.

Intanto ci spiegano che, alla fine dell’800, nella classe borghese si assiste ad una «evoluzione del concetto di infanzia e di fanciullo, in quanto la madre, a differenza delle classi nobiliari, assume un ruolo attivo nei processi educativi ed economici della famiglia, diventandone il cardine».

Nelle classi inferiori, invece, «i bambini sono ancora visti quasi esclusivamente come forza lavoro nei campi e, in seguito, nelle officine». La famiglia borghese in particolare concepisce l’educazione del bambino come crescita della sua personalità. «La famiglia, almeno per tutto l’800 e l’inizio del ‘900, rimane il cardine del processo educativo e dell’inserimento nella società del bambino, mentre nell’età adolescenziale l’associazionismo, religioso o laico, assume un ruolo preponderante».

Il tema dell’infanzia e della pedagogia diventa importante anche per le istituzioni pubbliche, come le scuole di ogni ordine e grado, che promuovono diverse attività educative, ma anche di prima necessità, come l’alimentazione, la salute e l’igiene. «Le amministrazioni pubbliche socialiste che si sono succedute a Reggio all’inizio del secolo scorso, hanno promosso numerosi interventi finalizzati alla tutela delle classi meno abbienti per non escluderle dal progresso sociale».

Prosegue intanto la chiamata ai cittadini che vogliono donare scatti alla Fototeca: ad oggi sono stati donati un centinaio di foto da parte di una ventina di famiglie. Le foto possono essere consegnate il martedì o il giovedì dalle 9 alle 12, devono essere accompagnate da una scheda e da una liberatoria e devono essere relative al periodo 1850-1950. —



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